“Il Parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso". Lo ha detto Fini (tanto per cambiare), e il grande partito laico UDC gli ha dato subito addosso: “Si tratta di un appello alla discriminazione verso i cattolici impegnati in politica e tutti coloro che vivono una fede o credono ad una religione. Il presidente della Camera ci riporta nel più buio dei totalitarismi neri nel Novecento”.
Mi piacerebbe chiedere a tali signori perché non parlano anche di discriminazione di musulmani, di indù, di protestanti. Che forse questi non hanno gli stessi diritti dei cattolici? O forse i cattolici sono la maggioranza in Italia (almeno sulla carta) e quindi hanno più diritti degli altri? E nel caso siano d’accordo che i cattolici hanno gli stessi diritti delle altri religioni e che quindi l’asserzione discrimina anche le altre religioni, vorrei chiedere: Secondo i precetti di quale Dio bisognerebbe orientare le leggi? Di quello cattolico, suppongo, visto che è la vera religione, oppure hanno intenzione di mettere d’accordo tutti gli dei a cui si crede sulla Terra? Spero anche i pagani. Non vedo perché debbano essere discriminati.
E allora ecco una bella bioetica condivisa: lunedì non si mangia maiale, martedì vitello, mercoledì le donne si devono mettere il velo, giovedì giorno dedicato all’iscrizione nelle liste di collocamento degli embrioni (in attesa di una bella legge che riconosca anche diritti agli spermatozoi), venerdì, sabato e domenica festa (magari in questi giorni come divertimento si possono lapidare adultere o impiccare omosessuali).
Qualcuno è rimasto discriminato?
Ah, forse i non credenti.
Vabbe’ non importa, tanto non si offendono, visto che non hanno un dio in cui credere…
