Ora, come preannunciato, ecco alcune osservazioni su quanto scritto nel precedente post.
Ricordo che i comandamenti scritti in precedenza sono quelli della bibbia, copiati parola per parola (potete controllare sulla bibbia stessa). Questi comandamenti, secondo il catechismo cattolico (n.436) sono la “Legge donata da dio al popolo di Israele tramite Mosè”.
Allora, se si tratta della parola di dio, chi avrebbe il diritto di cambiarli se non dio stesso?
Eppure quaggiù in terra c’è stata gente che si è arrogata il diritto di cambiarli a proprio piacimento. Probabilmente il cosiddetto vicario di dio in terra avrà pensato di interpretare meglio di dio stesso il suo pensiero, e così lo ha modificato.
Ha cancellato il comandamento
Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra.Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Voi penserete che magari l’ha fatto per non far sentire in colpa le generazioni a venire? Io, per pensare male, vi suggerisco di pensare a tutte le immagini invocate della madonna, dei santi di Gesù, di dio stesso.
Ha cambiato giorno di chiusura, forse pensando che domenica è di per se stesso il giorno del riposo.
Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore,
Ha diviso un comandamento in due:
Non desiderare la donna d’altri.
Non desiderare la roba d’altri.
E dulcis in fundo, nella sessuofobica ossessione che ha accompagnato per secoli la Chiesa Cattolica, ha cambiato il comandamento:
Non commettere adulterio
in
Non commettere atti impuri.
Ci vedete qualche nesso tra i due? Se non una ossessione contro il piacere carnale, anche quando non fa male a nessun altro?
Come giustificazione ha detto:
“Benché nel testo biblico del Decalogo si legga “Non commettere adulterio”, la Tradizione della Chiesa segue complessivamente gli insegnamenti morali dell’Antico e del Nuovo Testamento, e considera il sesto comandamento come inglobante tutti i peccati contro la castità” (n.493 Catechismo).
Quel “benché” mi fa venire i brividi: se i comandamenti sono stati dati da dio stesso, che è onnipotente, onnisciente, ecc. ecc., chi potrebbe migliorarli se non lui stesso? Anche se poi, se è stato sempre un essere perfetto, i comandamenti stessi dovrebbero essere già perfetti e non perfettibili, no?
Be’, nella loro smisurata presunzione i vari papi, "padri" e "dottori" della Chiesa, si sono arrogati il diritto di modificarli, in nome della Tradizione, che, a quanto pare, oltrepassi la parola stessa di dio.
Meditate gente, meditate.

Disarmante la superficialità con cui riesci a trattare argomenti che richiederebbero riflessioni ben più alte.
Ma almeno scrivi Dio con la maiuscola, se ti riferisci a colui che ha dettato la Bibbia che mostri di conoscere tanto profondamente. E poi in fundo c’è il “dulcis” e non i “dulcibus”.
So long.
Commento di Renato — 8 agosto 2009 @ 18:24
Be’ se un essere onnipotente, onnisciente, sommamente giusto, pefettissimo, ecc.ecc., ha dettato veramente un libro del genere penso che se la meriti tutta la “minuscola”.
Di costruttivo nel tuo commento c’è l’avermi fatto notare il lapsus…
Commento di Pier Luigi — 9 agosto 2009 @ 08:50