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	<title>Blog di Pier Luigi Cinquantini &#187; Filosofia</title>
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	<description>Credo nella religione del dubbio. Ecco, questa è la mia religione. (Piero Gobetti)</description>
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		<title>Stato e identità</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 16:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fernando Savater &#232; un filosofo spagnolo contemporaneo (&#232; nato nel 1947) e insegna filosofia all&#8217;Universit&#224; Complutense di Madrid.
Tra i suoi libri, Etica per un figlio, I 10 comandamenti del ventunesimo secolo, La vita eterna, e molti altri.
Perch&#233; parlo di lui?
Perch&#233; sul numero dell&#8217;Espresso di fine marzo c&#8217;era una sua intervista che mi &#232; particolarmente piaciuta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wikipedia.org/search-redirect.php?language=it&go=Go&search=Fernando+Savater">Fernando Savater</a> &egrave; un filosofo spagnolo contemporaneo (&egrave; nato nel 1947) e insegna filosofia all&#8217;Universit&agrave; Complutense di Madrid.</p>
<p>Tra i suoi libri, <em>Etica per un figlio</em>, <em>I 10 comandamenti del ventunesimo secolo</em>, <em>La vita eterna</em>, e molti altri.</p>
<p>Perch&eacute; parlo di lui?</p>
<p>Perch&eacute; sul numero dell&#8217;Espresso di fine marzo c&#8217;era una sua intervista che mi &egrave; particolarmente piaciuta, in special modo, dove parlava di identit&agrave; nazionale.<br />
Non so se avete presente. Quella di cui si riempie la bocca la Lega Nord, la difesa del cristianesimo, del crocifisso attaccato sui muri, ecc. salvo poi discriminare i propri residenti che pagano le tasse, in italiani e stranieri, e a volte addirittura gli italiani stessi in chi ha pi&ugrave; o meno anni di residenza in una citt&agrave;.</p>
<p>Questi leghisti, sindaci, mi fanno veramente paura, ma quello che mi fa pi&ugrave; paura &egrave; che riescono a cavalcare lo scontento dei cittadini italiani facendolo ricadere sugli stranieri, come se il fatto che che gli stranieri abbiano maggiori diritti nelle graduatorie per case popolari o asili nido, fosse da far ricadere su questi, e non sul fatto che lo Stato preferisce spendere soldi verso altri lidi anzich&eacute; nel sociale.</p>
<p>Insomma, ecco un paio di risposte dei Savater sul tema che ho sopra citato.</p>
<p><em><strong>Ma come fare a conciliare l&#8217;identit&agrave; di un paese con le culture dei nuovi arrivati?</strong></em></p>
<p><em>Dovremmo dimenticarci dell&#8217;identit&agrave; nazionale e parlare invece di legge democratica. L&#8217;identit&agrave; dei paesi europei &egrave; la legislazione democratica. Dovremmo separare l&#8217;essere dallo stare. L&#8217;identit&agrave; rientra nella sfera dell&#8217;essere: ognuno di noi si considera cristiano, musulmano, ateo, affezionato all&#8217;arte, quello che &egrave;. Lo stare ha invece a che fare con il mondo di cui le diverse identit&agrave; convivono. La vera identit&agrave; democratica &egrave; il rispetto dei diritti che garantiscono il riconoscimento dell&#8217;istituzione democratica. Se l&#8217;identit&agrave; del singolo travalica l&#8217;identit&agrave; democratica allora bisogna intervenire. (&hellip;) La nostra identit&agrave; culturale deriva dalla separazione tra Chiesa e Stato, tra delitti e peccati. Le identit&agrave; che ci sono oggi devono sottomettersi all&#8217;identit&agrave; democratica: l&#8217;uguaglianza delle persone e la sperazione tra religione e politica. In Spagna il Partito Popolare vorrebbe che fosse firmata una legge speciale, il contratto d&#8217;integrazione, ma perch&eacute;? Non serve un contratto in pi&ugrave;: occorre che tutti rispettino le leggi del Paese.</em></p>
<p><strong><em>E con le nostre radici cristiane come la mettiamo?</em></strong></p>
<p><em>In Europa ci sono radici cristiane, ebraiche, musulmane. Fanno tutte parte dell&#8217;Europa. Non possiamo fare un&#8217; Europa &ldquo;&agrave; la carte&rdquo; che abbia solo le radici che piacciono a noi. La religione in una democrazia &egrave; un diritto di tutti e un dovere di nessuno. Questa &egrave; la nostra identit&agrave; culturale. Se la democrazia non &egrave; laica non &egrave; una democrazia, si converte in qualcos&#8217;altro, in una teocrazia leggera magari, ma di certo non &egrave; pi&ugrave; democrazia.</em></p>
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		<title>Un&#8217;offesa all&#8217;intelligenza?</title>
		<link>http://www.cinquantini.it/2010/03/unoffesa-allintelligenza/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 21:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>

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		<description><![CDATA[Avevo gi&#224; parlato della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo, contro il crocifisso nelle aule scolastiche. Il nostro governo dopo quella sentenza present&#242; ricorso alla Grande Camera, una specie di Cassazione. In Europa per&#242;, non &#232; come in Italia in cui ogni sentenza pu&#242; essere impugnata in Cassazione. Esiste un filtro in cui vengono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo gi&agrave; parlato della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo, contro il crocifisso nelle aule scolastiche. Il nostro governo dopo quella sentenza present&ograve; ricorso alla Grande Camera, una specie di Cassazione. In Europa per&ograve;, non &egrave; come in Italia in cui ogni sentenza pu&ograve; essere impugnata in Cassazione. Esiste un filtro in cui vengono analizzati i motivi di un eventuale ricorso e  nel caso se ne ravvisino degli elementi che rendano ragionevole un riesame, allora il ricorso viene ammesso e su questo ricorso decider&agrave; la Grande Camera.</p>
<p>Come pu&ograve; capire anche chi ha un minimo di cervello, ammettere il ricorso non significa annullare una sentenza precedente, ma, eventualmente, nel nostro caso, farla esaminare ad una Corte superiore.</p>
<p>Ed invece leggete la prima pagina di questo&#8230; giornale(?) (scusate la parola grossa).</p>
<p style="text-align: center;"><img width="400" height="557" alt="" src="http://www.cinquantini.it/blog/wp-content/uploads/image/padania.jpg" />
</p>
<p style="text-align: left;">Ed ora giudicate se si tratta di un&#8217;offesa all&#8217;intelligenza degli (eventuali) lettori.</p>
<p style="text-align: left;">Ma forse anche parlare di intelligenza &egrave; esagerato in questo caso&#8230;</p>
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		<title>Gli animali hanno l&#8217;anima?</title>
		<link>http://www.cinquantini.it/2009/12/gli-animali-hanno-lanima/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 16:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
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		<description><![CDATA[&#200; Natale, e in genere a Natale dovremmo essere pi&#249; tutti pi&#249; buoni verso il prossimo, salvo che il prossimo non siano degli stranieri (vedi iniziativa White Christmas di un comune del profondo Nord, apprezzata dal nostro ministro degli interni), o degli animali che, a Natale, la fanno da padrone sulle tavole imbandite. S&#236; ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; Natale, e in genere a Natale dovremmo essere pi&ugrave; tutti pi&ugrave; buoni verso il prossimo, salvo che il prossimo non siano degli stranieri (vedi iniziativa <a target="_blank" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/18/un-bianco-natale-senza-immigrati.html">White Christmas</a> di un comune del profondo Nord, apprezzata dal nostro ministro degli interni), o degli animali che, a Natale, la fanno da padrone sulle tavole imbandite. S&igrave; ma perch&eacute; paragonare degli uomini agli animali, si sa che gli animali non hanno l&#8217;anima, no?</p>
<p>In questi giorni dei colleghi mi hanno chiesto di esprimere le mie opinioni, sul nostro Forum, sulla possibilit&agrave; che anche gli animali abbiano l&#8217;anima. Approfitto di questa festivit&agrave; &ldquo;religiosa&rdquo; per rendere pubbliche queste mie riflessioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Da secoli gli animali vengono torturati, uccisi, mangiati, dall&rsquo;uomo, con l&rsquo;appoggio spesso di religioni che non li considerano degni di interesse perch&eacute; non vengono contemplati nel loro libro delle rivelazioni (per un approfondimento leggi <a target="_blank" href="http://www.cinquantini.it/animalismo/">qui</a>), o, meglio, vengono considerati come senza anima e conseguentemente non degni di interesse.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Discutere su questo argomento &egrave; come discettare sul sesso degli angeli. &Egrave; solo questione di fede e si sa che nella fede la logica non &egrave; certo la benvenuta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le tre religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo, islam) asseriscono che gli animali non hanno l&#8217;anima, in quanto il libro &ldquo;rivelazione&rdquo; che hanno in comune dice che solo l&#8217;uomo &egrave; stato fatto a immagine e somiglianza di Dio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ci sono delle religioni che asseriscono che tutte le creature viventi hanno un&#8217;anima e alcune addirittura, i cui seguaci vanno in giro con una scopetta per pulire davanti ai piedi per non rischiare di uccidere insetti che considerano con l&#8217;anima; ci sono altre religioni che dicono che solo alcuni animali hanno l&#8217;anima, ed altre ancora che dicono che tutti gli esseri viventi l&#8217;hanno; ed infine ci sono le religioni animiste che dicono che ogni cosa ha un&#8217;anima. Quindi come si pu&ograve; capire &egrave; solo un problema dell&#8217;educazione (=lavaggio del cervello) che abbiamo ricevuto dai nostri genitori e a causa della quale ci troviamo ognuno su una sponda religiosa fin da quando non abbiamo la minima coscienza di ci&ograve; che &egrave; reale o meno (in fondo sono estremamente pochi quelli che da adulti cambiano religione).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Quindi alla fine, tutte queste riflessioni dovrebbero trasformarsi in una scelta di quale religione sia quella vera, naturalmente senza speranza che si giunga ad una conclusione condivisa da tutti. In fondo accordare due religioni diverse &egrave; pi&ugrave; che un&#8217;utopia&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Io voglio dare solo alcuni spunti di riflessione, inizialmente, sulle tre religioni monoteiste, le quali credono, come detto sopra, grazie al loro comune libro rivelato, che solo l&#8217;uomo ha l&#8217;anima, in quanto &egrave; stato fatto a immagine e somiglianza di Dio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Quest&#8217;ultima affermazione pu&ograve; essere concepita in due maniere. La prima, letteralmente: siamo simili fisicamente a quell&#8217;entit&agrave; che ci ha creato; la seconda, un po&#8217; pi&ugrave; metaforicamente, abbiamo simili qualit&agrave;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Analizziamo la prima delle due interpretazioni, ovvero, che l&#8217;uomo &egrave; fatto &ldquo;fisicamente&rdquo; come Dio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Penso che ormai nessuno di noi sia cos&igrave; presuntuoso da pensare che Dio (per chi ci crede) abbia creato un universo cos&igrave; grande solo per gli abitanti della Terra, no?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nella nostra galassia ci sono 200 miliardi di stelle, facendo una stima molto pessimista, supponiamo che una stella su un miliardo abbia un pianeta simile al nostro che abbia potuto sviluppare la vita. Si tratterebbe di 200 pianeti nella nostra galassia simili al nostro. Nell&#8217;universo si stima che ci siano 100 miliardi di galassie, se facciamo una stima come sopra pessimista, dovrebbero esistere all&#8217;incirca (200 x 100 miliardi) 20.000 miliardi pianeti come il nostro. Mi voglio allargare, riduco questa somma a 1 miliardo. E quindi si dovrebbe ipotizzare che in ognuno di questi pianeti c&#8217;&egrave;, o c&#8217;&egrave; stata, una specie <em>homo sapiens</em>. Questa ipotesi, per chi conosce un po&#8217; la storia della Terra, dovrebbe essere un po&#8217; troppo azzardata se si pensa che ci sono state diverse estinzioni di massa dovute a svariate cause che alla fine hanno fatto prevalere i mammiferi e poi l&#8217;<em>homo sapiens</em>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Un esempio su tutti: l&#8217;estinzione dei dinosauri &egrave; stato dovuto al caso fortuito del meteorite gigante caduto in Messico. Se non fosse caduto questo meteorite probabilmente ora qui a discutere dell&#8217;anima forse ci sarebbero i dinosauri. Quindi &egrave; del tutto evidente che siamo figli del caso. Che una specie come l&#8217;uomo si sia sviluppata allo stesso modo in tutti gli altri 9.999.999 pianeti mi sembra francamente un po&#8217; troppo azzardata come ipotesi, non pensate?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E quindi, conseguentemente, se solo gli uomini sono somiglianti a Dio, tutti gli abitanti degli altri 9.999.999 pianeti non avrebbero l&#8217;anima. E credere che un universo cos&igrave; immenso sia stato creato per la salvezza di solo noi uomini terrestri &egrave; francamente un po&#8217; troppo presuntuoso, no?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questa appena analizzata &egrave; la prima ipotesi di interpretazione di &ldquo;a immagine e somiglianza di dio&rdquo; e in genere &egrave; adottata dai cristiani fondamentalisti, in pratica, quelli americani (che vorrebbero insegnare nelle scuole le dottrine creazioniste invece dell&#8217;Evoluzionismo).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ora andiamo ad esaminare la seconda interpretazione che invece &egrave; quella che al giorno d&#8217;oggi &egrave; un po&#8217; pi&ugrave; moderna e appartiene alla Chiesa cattolica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">A immagine di Dio, per la Chiesa cattolica significa: &ldquo;<em>che &egrave; capace di conoscere e di amare, nella libert&agrave;, il proprio creatore</em>&rdquo; (Compendio Catechismo Cattolico, n.66); nello stesso Catechismo si legge inoltre che l&#8217;uomo &egrave; l&#8217;unica creatura sulla Terra chiamato a condividere tutto questo con Dio, ed &egrave; l&#8217;unico ad avere la dignit&agrave; di persona. Al n.70 poi precisa che &ldquo;<em>l&#8217;anima spirituale non viene dai genitori ma &egrave; creata direttamente da Dio, ed &egrave; immortale.</em>&rdquo; Quindi &egrave; chiaro che i cattolici credono che solo gli uomini hanno l&#8217;anima, ma oltre a ci&ograve;, precisano che per essere a sua immagine e quindi avere l&#8217;anima, bisogna essere capaci di conoscere e di amare nella libert&agrave;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Partendo da queste asserzioni, siamo sicuri che tutta la categoria degli uomini sia ad immagine e somiglianza di Dio? Addirittura la dottrina cattolica afferma che l&#8217;anima viene creata con la fecondazione dell&#8217;ovulo. E gi&agrave; qui abbiamo delle incongruenze. Come possono una o pi&ugrave; cellule avere la capacit&agrave; di conoscere e amare? E quindi come possono essere a immagine di Dio e conseguentemente possedere l&#8217;anima?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Concediamo, pure, per amor di discussione che tali ovuli siano degli uomini potenziali, in quanto un giorno si trasformeranno in uomini capaci di conoscere e amare (per inciso, &egrave; risaputo che almeno il 70% degli ovuli fecondati, non riesce ad annidarsi nell&#8217;utero e viene abortito naturalmente dal corpo, se cos&igrave; &egrave; si pu&ograve; immaginare quante anime di mai nati siano salite in cielo&#8230;). Dico concediamo, in quanto il Catechismo non ne parla di questa potenzialit&agrave;, ma parla solo di capacit&agrave; di conoscere e amare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Diversi anni fa, in Sicilia, ci fu un caso di un neonato venuto al mondo senza cervello e si discusse molto se tenerlo in vita o no. Quello che a noi interessa, in questo caso, &egrave;: questo bambino aveva o no l&#8217;anima, visto che non era capace di conoscere o amare, neanche potenzialmente? E, come lui, tutti i bambini che nascono cerebrolesi e senza possibilit&agrave; di recuperare la &ldquo;razionalit&agrave;&rdquo;, hanno o no l&#8217;anima? E quelli che cerebrolesi lo diventano a causa di un incidente, magari da adulti, continuano a possedere l&#8217;anima oppure, nel momento dell&#8217;incidente, l&#8217;anima ha abbandonato il corpo, visto che ormai non &egrave; pi&ugrave; a immagine e somiglianza di dio? E i numerosi handicappati che, pur possedendo le capacit&agrave; biologiche essenziali (mangiare, bere, dormire, ecc.), non sono coscienti razionalmente di cosa significhi conoscere e amare, n&eacute; tantomeno sono coscienti di cosa sia quell&#8217;entit&agrave; superiore a cui devono indirizzare il loro amore, possiedono l&#8217;anima? Be&#8217; se si risponde affermativamente allora significa che anche molti animali la possiedono, visto che ormai &egrave; provato che almeno diverse specie di scimmie hanno coscienza di s&eacute;, e l&#8217;hanno molto pi&ugrave; di molti uomini handicappati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Allora, bisogna decidersi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Se solo la specie <em>homo sapiens sapiens</em> pu&ograve; possedere l&#8217;anima, allora tutti gli abitanti razionali degli innumerevoli pianeti dell&#8217;universo ne sono privi, oltre al fatto che si va contro ogni logica, visto che la premessa della dottrina cattolica &egrave; che bisogna conoscere e amare Dio e che non tutti gli uomini sono in grado di farlo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Se solo gli esseri coscienti possono possederla allora dobbiamo escludere una parte degli umani che non sono capaci di intendere e di volere e includere una parte degli animali.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">A voi la scelta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per una completezza di conoscenza, &egrave; necessario chiarire anche come la pensano le altre due religioni monoteiste. Gli ebrei pensano che l&#8217;anima si unisca al corpo dopo il 40&deg; giorno, i musulmani dopo il 4&deg; mese, quindi in ogni caso il risultato del ragionamento non cambia molto, anche se almeno non devono giustificare l&#8217;eventuale possesso dell&#8217;anima di cellule o di neonati che non sopravviveranno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ora per completare la rassegna delle religioni, prendiamo in considerazione quelle che affermano che anche gli animali hanno l&#8217;anima.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La prima domanda da fare &egrave;: tutti gli animali hanno l&#8217;anima? Anche gli insetti e tutta la vita animata o solo i mammiferi, i rettili, ecc.? E se cos&igrave; fosse dove sarebbe il limite oltre il quale l&#8217;essere animato ne sarebbe privo? Le amebe, i batteri, i virus? E poi ci sono dei microorganismi che sono al limite tra il regno animale e il vegetale, dove potrebbe essere il limite? I funghi non appartengono n&eacute; al regno vegetale n&eacute; al regno animale: hanno anche loro l&rsquo;anima?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Anche su questo lascio a voi la scelta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Probabilmente a questo punto i pi&ugrave; coerenti e logici sono gli animisti, almeno quelli che si limitano a dare un&#8217;anima a qualunque essere vivente, magari solo quelli provvisti di DNA, anche perch&eacute; la vedrei dura capire se, nel caso una montagna avesse l&#8217;anima, i suoi sassi ne hanno una propria oppure la condividono.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Come avete potuto leggere, non &egrave; cos&igrave; automatico, n&eacute; tantomeno logico, concepire che solo gli uomini hanno l&#8217;anima, e allora, forse un trattamento un po&#8217; pi&ugrave; &ldquo;umano&rdquo; verso quelle creature che credevate senz&#8217;anima, potrebbe salvarvi dalla dannazione eterna, se credete in un dio giusto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per quanto riguarda me, non credo in un&#8217;anima immortale. Penso che la nostra anima, il soffio vitale, sia la razionalit&agrave;, il libero arbitrio, e che tali capacit&agrave; risiedano nel nostro cervello. Nel momento in cui il cervello non funzionasse pi&ugrave; allora saremmo ormai morti nonostante le funzioni vitali continuassero a funzionare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Crocifissi e minareti (2)</title>
		<link>http://www.cinquantini.it/2009/12/crocifissi-e-minareti-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 09:55:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ed ora passiamo ai minareti.
Un minareto &#232; una torre che sta a fianco ad una moschea, da cui il muezzin ricorda ai musulmani il momento della preghiera, cinque volte al giorno. Una specie di campanile, in cui c&#8217;&#232; una campana vivente. Il minareto non &#232; sempre presente in tutte le moschee. Molte moschee, anche grandi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ed ora passiamo ai minareti.</p>
<p>Un minareto &egrave; una torre che sta a fianco ad una moschea, da cui il muezzin ricorda ai musulmani il momento della preghiera, cinque volte al giorno. Una specie di campanile, in cui c&#8217;&egrave; una campana vivente. Il minareto non &egrave; sempre presente in tutte le moschee. Molte moschee, anche grandi, possono essere privi di minareti.</p>
<p>Il referendum avvenuto in Svizzera proibisce la costruzione di nuovi minareti, ma non l&#8217;abbattimento di quelli esistenti (4), e non proibisce la costruzione di moschee.</p>
<p>Tale referendum &egrave; nato dalla costruzione, da parte di una comunit&agrave; turca (e quindi senza dubbio moderata), di <a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/95/Moschee_Wangen_bei_Olten.jpg" onclick="window.open(this.href,'Minareto_che_ha_originato_il_referendum','resizable=yes,location=no,menubar=no,scrollbars=no,status=no,toolbar=no,fullscreen=no,dependent=no,width=600,height=450,status'); return false">un minareto di 6 metri</a> (sei), in un paesino di 5000 abitanti. Alcuni di questi abitanti volevano impedirlo, ma nonostante vari ricorsi, non ci sono riusciti e cos&igrave; hanno organizzato tale referendum.</p>
<p>&Egrave; chiaro che il referendum &egrave; stato sentito dagli svizzeri come un arginamento della religione musulmana e niente fa dubitare che se avessero potuto avrebbero votato a favore anche di un referendum che vieta la costruzione di moschee.</p>
<p>Si capisce che non si tratta di una limitazione <em>tout court </em>della libert&agrave; di religione: i musulmani possono continuare a pregare nelle moschee, che potranno continaure ad essere costruite; ma sicuramente si tratta di una discriminazione religiosa a danno solo di una religione. &Egrave; chiaro che lo stesso referendum, se avesse previsto anche il divieto di costruire campanili, non sarebbe mai passato.</p>
<p>Che tale referendum sottintenda una volont&agrave; discriminatoria contro una religione e non una paura di vedere edificata un minareto a fianco ad una cattedrale, &egrave; chiaro. Anche in Svizzera esistono regolamenti edilizi e sicuramente non li lascerebbero costruire in un centro storico o in un punto in cui possano stonare sulle architetture. Se fosse per motivi di quiete pubblica, bisognerebbe in ogni caso vietare anche l&#8217;uso delle campane, e di conseguenza la costruzione di campanili. Ma cos&igrave; non &egrave;.</p>
<p>Che tale discriminazione sia di tipo religioso e non solo &ldquo;xenofobo&rdquo; &egrave; chiaro, in quanto anche in Svizzera ormai esistono cittadini nativi di religione musulmana e quindi tali minareti non sarebbero solo per stranieri immigrati.</p>
<p>Ed ora andiamo a vedere quanto sia simile l&#8217;esito di tale referendum alla sentenza della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo) sul crocifisso, come sostengono alcuni rappresentanti della Chiesa.</p>
<p>La citt&agrave; &egrave; uno spazio pubblico e tutti per legge abbiamo diritto di costruire secondo i regolamenti, e, secondo costituzione (anche la Svizzera ha sottoscritto la Convenzione Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo), c&#8217;&egrave; libert&agrave; di culto. Il minareto sarebbe costruito non da un&#8217;istituzione che avrebbe il dovere di imparzialit&agrave;, di laicit&agrave;, ma da una comunit&agrave; che &egrave; libera di professare la sua religione. In pratica la similitudine potrebbe esserci se in Italia si fosse vietato la costruzione dei campanili, ma &egrave; evidente che non &egrave; cos&igrave;, no? In Italia stiamo parlando di un simbolo di una religione (il crocifisso) messo in un luogo pubblico da un&#8217;istituzione che dovrebbe essere neutrale, laica. Addirittura lo Stato stesso, che non dovrebbe avere preferenze per alcuna religione.</p>
<p>Quindi per avere una situazione analoga a quella deprecata dalla CEDU, bisognerebbe avere un comune, un Cantone o lo Stato, che, paradossalmente, volesse mettere dei minareti in tutte le scuole, oppure dei simboli musulmani nelle aule scolastiche.</p>
<p>Non &egrave; abbastanza chiara la differenza?</p>
<p>Non si tratta di battaglie a senso unico, come alcuni giornalisti cattolici affermano, ovvero che quando si tratta di andare contro i cattolici si va, ma quando si tratta di andare contro altre religioni invece se ne prende le difese. Qui si tratta di libert&agrave; di religione, o, meglio, di non discriminazione. Se impedissero, senza una ragione, ad una comunit&agrave; cristiana (con i soldi suoi) di costruire i campanili o le chiese, ci vedrebbero lo stesso in prima fila a difendere i loro diritti. Per inciso qui in Italia i cattolici possono parlare di tutto meno che di discriminazione, visto il potere mediatico che hanno e i finanziamenti che ricevono dallo Stato.</p>
<p>Per chiudere in bellezza, c&#8217;&egrave; da far notare che in Italia, dopo il referendum svizzero, alcuni &ldquo;politici&rdquo; leghisti hanno plaudito al risultato ed hanno proposto di imitarli, ma siccome vietare solo i minareti non sarebbe sufficiente per loro, propongono addirittura un referendum per vietare anche per le moschee. In nome della vera democrazia, come sostiene il ministro dell&#8217;interno. Devono andare a pregare nei deserti, come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5sH84Ne3jcA" target="_blank">dice</a> il grande &ldquo;politico&rdquo; Gentilini.</p>
<p>Povera Italia, poveri italiani.</p>
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		<title>Crocifissi e minareti (1)</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 14:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Laicità]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[bambini e religione]]></category>
		<category><![CDATA[Convenzione Europea Diritti dell'Uomo]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[crocifisso]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo il referendum che ha deciso di non pemettere la costruzione di ulteriori minareti in Svizzera, la Chiesa in uno slancio di solidariet&#224; ha condannato il no, deciso dagli svizzeri, comparandolo alla sentenza della Corte Europea sul crocifisso nelle nostre scuole, come se le due cose siano le facce della stessa intolleranza religiosa. Analizziamo un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il referendum che ha deciso di non pemettere la costruzione di ulteriori minareti in Svizzera, la Chiesa in uno slancio di solidariet&agrave; ha condannato il no, deciso dagli svizzeri, comparandolo alla sentenza della Corte Europea sul crocifisso nelle nostre scuole, come se le due cose siano le facce della stessa intolleranza religiosa. Analizziamo un po&#8217; pi&ugrave; a fondo cosa &egrave; successo.</p>
<p>Cominciamo con il chiarire alcuni concetti riguardo alla laicit&agrave; di uno Stato.<br />
Uno Stato se non &egrave; confessionale (come poteva essere ad esempio lo Stato Pontificio, oppure com&#8217;&egrave; l&#8217;Arabia, o anche l&#8217;Iran), non deve decidere qual &egrave; la vera religione, checch&eacute; siano le sue origini o tradizioni, ad esempio se in passato sia stato confessionale. Tra i fondamenti della Dichiarazione Universale dell&#8217;Uomo c&#8217;&egrave; la libert&agrave; di religione: Art. 2 <em>&quot;Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libert&agrave; enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione,(&#8230;)</em>&quot;. Questo articolo non &egrave; solo valido in attivo: &ldquo;non deve essere perseguitato chi professa una religione&rdquo;, anche in passivo: &ldquo;io, Stato, non posso fare preferenze per una o l&#8217;altra religione&rdquo; (tra l&#8217;altro questo concetto &egrave; espresso nella nostra Costituzione ed &egrave; stato ribadito da diverse sentenze della Corte Costituzionale). Quindi mi pare chiaro che non &egrave; compito dello Stato scegliere la religione migliore, ma quello di tutelare le coscienze dei suoi cittadini quando scelgono di professare una religione.</p>
<p>Concetti che sono stati faticosamente raggiunti dalla Rivoluzione Francese in poi (in Italia dall&#8217;Unit&agrave; e poi, dopo l&#8217;intervallo del Fascismo, dal &#8216;48 in poi). La Convenzione Europea dei Diritti dell&#8217; Uuomo (d&#8217;ora in poi citata come CEDU), che in pratica richiama i concetti della dichiarazione universale, &egrave; stata sottoscritta anche dall&#8217;Italia ed infatti nella Corte Europea c&#8217;&egrave; anche il nostro rappresentate. Questa Corte &egrave; l&#8217;organo di controllo sulla osservanza di questa Convenzione.<br />
Tutti si scaldano e parlano spesso a vanvera con prese di posizione a volte da far venire i capelli dritti, a cominciare dal ministro della difesa (vedi video alla fine del post).</p>
<p>Per questo forse &egrave; meglio fare un po&#8217; di chiarezza. Perch&eacute; c&#8217;&egrave; stata questa sentenza?</p>
<p>In principio ci fu un ricorso di una famiglia di Abano Terme che contestava la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche frequentate dai propri figli. Dopo aver ottenuto il rifiuto di rimuoverli da parte dei dirigenti scolastici ci furono vari ricorsi, al TAR, al Consiglio di Stato, che si conclusero alla Corte Costituzionale, che nel 2004 si pronunci&ograve; dicendo che siccome il crocifisso non era previsto per legge, ma solo da regolamenti, la Corte Suprema non poteva pronunciarsi.</p>
<p>Cos&igrave; la famiglia si rivolse alla CEDU.</p>
<p>Si appell&ograve; all&#8217;art.2 (Protocollo 1) della Convenzione: &quot;<em>Il diritto all&#8217;istruzione non pu&ograve; essere rifiutato a nessuno. Lo Stato, nell&#8217;esercizio delle funzioni che assume nel campo dell&#8217;educazione e dell&#8217;insegnamento, deve rispettare il diritto dei genitori di assicurare tale educazione e tale insegnamento secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche</em>&quot;.</p>
<p>In pratica, voglio che i miei figli vadano a scuola e questo non mi pu&ograve; essere rifiutato. Inoltre ho diritto che siano istruiti secondo le mie convinzioni religiose (o filosofiche).</p>
<p>Si appell&ograve; anche all&#8217;art.9 della Convenzione stessa: <em>&quot;1. Ogni persona ha diritto alla libert&agrave; di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libert&agrave; di cambiare religione o credo, cos&igrave; come la libert&agrave; di manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l&#8217;insegnamento, le pratiche e l&#8217;osservanza dei riti.<br />
2.La libert&agrave; di manifestare la propria religione o il proprio credo non pu&ograve; essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e costituiscono misure necessarie, in una societ&agrave; democratica, per la pubblica sicurezza, la protezione dell&#8217;ordine, della salute o della morale pubblica, o per la protezione dei diritti e della libert&agrave; altrui&quot;.</em></p>
<p>In altre parole, voglio essere libero, e con me i miei figli, di professare la religione (o la non religione) che io desidero. Il fatto che lo Stato scelga di esporre il simbolo di una religione in una scuola, significa che lo Stato ha preferenze per una professione religiosa e quindi limita la libert&agrave; di chi voglia istruire i propri figli secondo una concezione religiosa o filosofica diversa dalla cattolica. E il fatto che il crocifisso abbia altre chiavi di lettura, non significa che abbia perso i suoi connotati religiosi che restano sempre fortissime. Quindi si pu&ograve; immaginare che un bambino che veda il crocifisso su un luogo pubblico, sia portato a pensare che lo Stato ha una propensione per una religione anzich&eacute; per un&#8217;altra, cosa che, in una mente influenzabile come quella di un bambino, si pu&ograve; capire cosa comporti e come possa limitare la libert&agrave; di un genitore di educare un figlio secondo le proprie convinzioni filosofiche o religiose (diverse dalla cattolica).</p>
<p>In pratica il fatto che lo Stato esponga un simbolo anzich&eacute; un altro &egrave; paragonabile ad una madre di famiglia che ha diversi figli ma tiene solo la foto di un figlio sul mobile. Evidentemente ha un atteggiamento di preferenza verso questo, che sia anche il pi&ugrave; meritevole, e nonostante, per assurdo, abbia giurato di volere bene a tutti allo stesso modo (gli altrii figli, vedendo una cosa del genere come potrebbero sentirsi?). Ma si sa, l&#8217;essere umano ha i suoi difetti e potrebbe essere comprenisbile che una madre abbia preferenze per il figlio migliore, ma uno Stato non pu&ograve; avere questo difetto, specialmente quando lo dichiara nella sua legge fondamentale, la madre di tutte le leggi: la Costituzione. Parafrasando l&#8217;articolo costituzionale: <em>Tutti i miei figli sono uguali, indipendentemente da come la pensino.</em></p>
<p>Oltre a ci&ograve;, c&#8217;&egrave; anche il fatto che non ci sono disposizioni che permettano all&#8217;insegnante di esporre simboli anche di altre religioni, e, in ogni caso, come fare per bambini atei o agnostici? Se vi suona male questa definizione per dei bambini leggete <a href="http://www.cinquantini.it/tag/bambini-e-religione/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Insomma la CEDU giudicando che le suddette opinioni fossero fondate, ha accettato il ricorso dando ragione alla famiglia di Abano Terme.</p>
<p>In particolare la CEDU nel riportare tutti i passaggi giuridici dei fatti ha ricordato, tra le diverse pronunzie, che &ldquo;<em>La Corte costituzionale italiana nella sua sentenza n. 508 del 20 novembre 2000 ha riassunto la sua giurisprudenza affermando che principi fondamentali di uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di religione (articolo 3 della Costituzione) e di eguale libert&agrave; di tutte le religioni dinanzi alla legge (articolo_8) stabilisce che l&rsquo;atteggiamento dello Stato deve essere segnato da equidistanza e imparzialit&agrave;, indipendentemente dal numero di membri di una religione o di un&rsquo;altra</em>&rdquo;, che tale &ldquo;<em>posizione di equidistanza e di imparzialit&agrave; &egrave; il riflesso del principio di laicit&agrave; che per la Corte costituzionale ha natura &laquo;di principio supremo&raquo; e che caratterizza lo Stato in senso pluralista</em>&rdquo;.</p>
<p>Quindi nelle sue decisioni, richiamandosi all&#8217;art.2 del Protocollo (vedi sopra) e all&#8217;art.9 della Convenzione stessa (vedi sopra) afferma che &ldquo;<em>Il rispetto delle convinzioni dei genitori deve essere reso possibile nel quadro di un&rsquo;istruzione capace di garantire un ambiente scolastico aperto e favorendo l&rsquo;inclusione piuttosto che l&rsquo;esclusione, indipendentemente dall&rsquo;origine sociale degli allievi, delle loro credenze religiose o dalla loro origine etnica. (&hellip;) Il rispetto delle convinzioni religiose dei genitori e dei bambini implicano il diritto di credere in una religione o di non credere in alcuna religione. Il dovere di neutralit&agrave; e di imparzialit&agrave; dello Stato &egrave; incompatibile con un potere qualunque di valutazione da parte di quest&rsquo;ultimo sulla legittimit&agrave; delle convinzioni religiose o delle modalit&agrave; di espressione di queste. (&hellip;) queste considerazioni conducono all&rsquo;obbligo per lo Stato di astenersi dall&rsquo;imporre, anche indirettamente, credenze nei luoghi dove le persone sono dipendenti dallo Stato o anche nei posti in cui le persone possono essere particolarmente influenzabili.</em>&rdquo;</p>
<p>E alle obiezioni del Governo, quando afferma che il crocifisso &egrave; un simbolo che va oltre la religione, la CEDU risponde che &ldquo;<em>il simbolo del crocifisso ha una pluralit&agrave; di significati, fra i quali il significato religioso &egrave; tuttavia predominante</em>&rdquo;, che &ldquo;<em>la presenza del crocifisso nelle aule va al di l&agrave; del semplice impiego di simboli in contesti storici specifici</em>&rdquo; e difatti anche la Chiesa Cattolica &ldquo;<em>attribuisce al crocifisso un messaggio fondamentale</em>&rdquo;. Pertanto &ldquo;<em>la presenza del crocifisso pu&ograve; facilmente essere considerata da allievi di qualsiasi et&agrave; un segno religioso e questi si sentiranno quindi istruiti in un ambiente scolastico influenzato da una religione specifica. Ci&ograve; che pu&ograve; essere gradito da alcuni allievi religiosi, pu&ograve; essere sconvolgente emotivamente per allievi di altre religioni o per coloro che professano nessuna religione. Questo rischio &egrave; particolarmente presente negli allievi che appartengono a minoranze religiose. (&hellip;) L&rsquo;esposizione di uno o pi&ugrave; simboli religiosi non possono giustificarsi n&eacute; con la richiesta di altri genitori che desiderano un&rsquo;istruzione religiosa conforme alle loro convinzioni, n&eacute; &ndash; come il governo sostiene &ndash; con la necessit&agrave; di un compromesso necessario con le componenti di ispirazione cristiana</em>&ldquo; quindi non si vede &ldquo;<em>come l&rsquo;esposizione nelle aule di scuole pubbliche di un simbolo che &egrave; ragionevole associare al cattolicesimo (la religione maggioritaria in Italia) potrebbe servire al pluralismo educativo che &egrave; essenziale alla preservazione d&rsquo; una societ&agrave; democratica come la concepisce la Convenzione, e alla preservazione del pluralismo che &egrave; stato riconosciuto dalla Corte costituzionale nel diritto nazionale&quot;. </em>La CEDU addirittura amplia il suo giudizio fino a ritenre che &quot;<em>l&rsquo;esposizione obbligatoria di un simbolo confessionale nell&rsquo;esercizio del settore pubblico relativamente a situazioni specifiche che dipendono dal controllo governativo, in particolare nelle aule, viola il diritto dei genitori di istruire i loro bambini secondo le loro convinzioni e il diritto dei bambini scolarizzati di credere o non di credere</em>&rdquo;.</p>
<p>In pratica non dovrebbe esser esposto neanche in tutti gli altri uffici pubblici.</p>
<p>Per una lettura integrale della sentenza, <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/04/la-signora-lautsi-contro-il-governo-italiano/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Come si pu&ograve; capire da quanto sopra scritto non si tratta di una limitazione religiosa, ma di un allargamento di tale libert&agrave; anche ai non credenti o ai non cattolici. Si compari la legge sul fumo che &ldquo;limitando&rdquo; la libert&agrave; di fumare (nei locali frequentabili da tutti), in pratica, d&agrave; una libert&agrave; completa di non fumare a tutti i non fumatori. Senza, per questo, che si possa gridare ad una repressione di un diritto. Lo stesso per quanto riguarda il crocifisso: non viene repressa una libert&agrave; dei cattolici (si noti bene che si parla di cattolici e non di altre religioni cristiane, le quali concordano su questa decisione. Si veda al riguardo <a target="_blank" href="http://www.evangelici.net/notizie/1103192185.html">il commento alla sentenza della Corte Costituzionale </a>del 2004 che pronunziava la propria incompetenza a decidere sul crocifisso, ma che dai media italiani veniva intepretata come una decisione a favore del crocifisso nelle scuole), ma viene allargata una libert&agrave; ai non cattolici o non credenti.</p>
<p>Naturalmente alla Chiesa cattolica non &egrave; andata gi&ugrave; questa decisione, probabilmente non vuole perdere questo privilegio in attesa di pretendere che un giorno venga esposto anche nelle scuole private ebraiche, o in quelle musulmane. In fondo si tratta di una tradizione nazionale facente parte delle nostre radici e le scuole ebraiche sono sul suolo nazionale&#8230;</p>
<p style="text-align: left;">Da notare che il governo si ricorda delle sentenze della CEDU quando pi&ugrave; gli fa comodo: quando si condanna l&#8217;Italia per i processi troppo lunghi. Niente di male se fossero cos&igrave; sensibili da subito, lascia da pensare che se ne siano accorti solo dopo che il Presidente del Consiglio &egrave; diventato di nuovo processabile, mentre invece quando parla di libert&agrave; per tutti i cittadini ecco come le risponde</p>
<p style="text-align: center;"><object><param value="http://www.youtube.com/v/vOmaA2RsoJA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" name="movie" /><param value="true" name="allowFullScreen" /><param value="always" name="allowscriptaccess" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/vOmaA2RsoJA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"></embed></object></p>
<p>Nel prossimo post i minareti in Svizzera.</p>
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		<title>Lega e burqa (niqab)</title>
		<link>http://www.cinquantini.it/2009/10/lega-e-burqa-niqab/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 10:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Lega non smentisce la propria lotta al diverso e in nome di una sua concezione di  legalit&#224; non perde occasione per andare all&#8217;attacco degli stranieri onesti, colpevoli di essere diversi dalla loro concezione di conformit&#224;. Ora l&#8217;attacco &#232; al burqa. Vogliono fare una legge che punisca chi indossa tale indumento.
Magari si pensa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Lega non smentisce la propria lotta al diverso e in nome di una sua concezione di  legalit&agrave; non perde occasione per andare all&rsquo;attacco degli stranieri onesti, colpevoli di essere diversi dalla loro concezione di conformit&agrave;. Ora l&#8217;attacco &egrave; al burqa. <a target="_blank" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/07/la-lega-legge-anti-burqa-in-cella.html">Vogliono fare una legge che punisca chi indossa tale indumento.</a><br />
Magari si pensa che voglia difendere i diritti delle donne, oppure qualche tipo di libert&agrave;, ma la vera ragione &egrave; combattere il diverso, in questo caso il due-volte diverso: straniero e di altra religione.<br />
Prima di affrontare l&#8217;argomento &egrave; necessario chiarire di cosa stiamo parlando. Il <em>hijab</em> &egrave; il velo tradizionale quello che vediamo spesso portato dalla maggior parte delle donne emigrate, quello che copre i capelli e lascia libera la faccia; il <em>niqab</em> &egrave; il tradizionale velo intorno ai capelli (il <em>hijab</em>), in genere con un velo ulteriore che copre il viso fino agli occhi; il <em>burqa</em> &egrave; una sorte di veste a lenzuolo che copre completamente la donna, lasciando un buco rettangolare, del tutto libero oppure con una specie di retina, al livello degli occhi (molto tradizionale in Afghanistan).<br />
La legge che si vorrebbe modificare &egrave; la cosiddetta legge Reale<sup>1</sup>, promulgata negli anni di piombo, il cui spirito era quello di permettere di riconoscere chi sparava addosso ai poliziotti durante le manifestazioni. Che poi abbia funzionato o meno &egrave; un altro discorso: andare a prendere un manifestante mascherato, dentro un corteo, effettivamente non era e non &egrave; la cosa pi&ugrave; saggia da fare. La legge, per lasciare ampi spazi di libert&agrave;, riservati specialmente alle nostra tradizioni nazionali (vedi anche carnevale), specifica che &egrave; perseguibile chi non si rende conoscibile &ldquo;senza giustificato motivo&rdquo;.</p>
<p>Se fosse una battaglia contro lo sfruttamento delle donne, sarebbe ben meritoria. Infatti favorevole a questa legge &egrave; Emma Bonino che non ha sicuramente intenti reconditi contro il <em>niqab</em>. Ma pensare che alla Lega interessi la libert&agrave; delle musulmane &egrave; un pio desiderio. Purtroppo quella della Lega &egrave; soltanto un seguito delle battaglie che sta portando avanti contro gli stranieri, delinquenti e non, senza alcun discernimento. La solita battaglia contro il diverso e per la cosiddetta tradizione cristiana di cui loro si considerano depositari, salvo poi divorziare, sposarsi con il rito celtico, respingere &ldquo;cristianamente&rdquo; i diseredati, ecc.<br />
Nelle osterie padane, se qualcosa esce leggermente dagli schemi, il cervello dei frequentatori va in cortocircuito: maschio-femmina, bianco-nero, italiano-straniero, cattolico-altra religione, ecc. <br />
Purtroppo la questione effettivamente &egrave; un po&rsquo; pi&ugrave; complicata del &ldquo;bianco-nero&rdquo;, limite invalicabile del cervello leghista, ci sono implicazioni un po&rsquo; pi&ugrave; profonde:<br />
1) La libert&agrave; della donna. <br />
2) La libert&agrave; di religione sancita dalla nostra Costituzione. <br />
3) Tutela della sicurezza pubblica</p>
<p>1)  Per iniziare, una piccola nota storica. &Egrave; necessario precisare che il velo &egrave; entrato nella cultura araba attraverso tradizioni cristiano-orientali dell&rsquo;impero Bizantino. Ma ancora prima dei bizantini gi&agrave; San Paolo aveva dettato delle norme che si sono mantenute fino a qualche anno fa, se non continuano in certi luoghi.<br />
<em>[3] Voglio per&ograve; che sappiate che di ogni uomo il capo &egrave; Cristo, e capo della donna &egrave; l&#8217;uomo, e capo di Cristo &egrave; Dio. [4] Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. [5] Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poich&eacute; &egrave; lo stesso che se fosse rasata. [6] Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se &egrave; vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. [7] L&#8217;uomo non deve coprirsi il capo, poich&eacute; egli &egrave; immagine e gloria di Dio; la donna invece &egrave; gloria dell&#8217;uomo. (Corinzi I, 11)</em><br />
&Egrave; evidente che obbligare la donna che si mette il <em>niqab</em> (o qualunque altro indumento) contro la sua volont&agrave;, &egrave; una illeggittimit&agrave; e va contro tutti i nostri principi di libert&agrave; che ci siamo guadagnati dalla Rivoluzione Francese in poi. <br />
Il significato &ldquo;ufficiale&rdquo; di tale indumento &egrave; nascondere agli occhi estranei le parti belle della propria persona, affinch&eacute; le donne possano mostrarsi nella loro interezza solo al marito e ai familiari. Attualmente &egrave; diventata anche un affermazione della propria identit&agrave;. A questo c&#8217;&egrave; da aggiungere anche un retrosignificato antropologico. In pratica, una forma di erotismo: nascondere per far immaginare, eccitare. Spesso gli occhi di queste donne sono truccati, e il trucco degli occhi non serve altro che a accentrare l&#8217;attenzione sull&#8217;iride, visto che le pupille sono segnali di disponibilit&agrave; sessuale: la pupilla di fronte alla vista del proprio partner (o di qualcuno che piace) si dilata. Insomma una scelta di &ldquo;piacere&rdquo; al proprio uomo, come potrebbe essere quello di indossare scarpe con tacchi a spillo. Quante donne &ldquo;nostrane&rdquo; li indossano? Naturalmente loro dicono che &egrave; una loro libera scelta e che si sentono a loro agio indossando qualcosa che piace loro. Ma il fatto &egrave; che essi sono anche un segnale erotico molto forte per gli uomini. Perch&eacute; nessuno vuole liberare le donne dalla tortura dei tacchi a spillo? <br />
Neanche quella ex parlamentare di destra, che va predicando di voler dare la precedenza agli italiani nell&#8217;assegnazione di alcuni diritti (provenienti da tasse pagate), ma che va matta per le scarpe con tacchi stratosferici.<br />
Probabilmente la maggioranza delle donne non &egrave; cosciente di questo &ldquo;segnale&rdquo;, come non si rendono conto che ogni indumento viene &ldquo;costruito&rdquo; da secoli per attirare il membro della specie di sesso opposto. Il coprirsi le spalle, o il divieto di entrare nelle chiese in calzoncini, non &egrave; che coprire segnali sessuali&#8230; Perch&eacute; nessuno si scandalizza di questi stupidi divieti?<br />
Alcuni obietteranno che le donne cattoliche portano il velo solo in chiesa, o nelle celebrazioni religiose all&#8217;aperto. Ma il concetto di rapporto con dio non &egrave; per tutte le religioni uguale, i cattolici, sembra, che una volta usciti dalla chiesa lo rallentino, ma ci sono religioni in cui &egrave; un rapporto continuo anche negli atti quotidiani. Per un confronto si pensi alle suore che, anche se escono dal convento non si mettono in &ldquo;borghese&rdquo;. Molte donne si sentirebbero sottomesse anche se indossassero gli abiti monacali, ma nessuno si scandalizza di vedere nelle strade queste monache coperte dalla testa ai piedi con solo la faccia visibile.<br />
Il perch&eacute; mi sembra evidente: una persona maggiorenne &egrave; padrona di indossare ci&ograve; che vuole. Ma allo stesso modo, perci&ograve;, deve essere libera chi volesse indossare il <em>niqab</em>, no? Naturalmente la Lega pensa che chi &egrave; ospite in casa d&#8217;altri debba comportarsi da ospite e per questo tutti quelli che deviano un po&rsquo; dalle loro concezioni di conformit&agrave; dovrebbero tornare a casa loro e non verrebbe mai nella loro povera mente che magari tra i musulmani ci potrebbero essere anche italiani con i loro stessi diritti. Se tutte le ragazze musulmane immigrate, indossassero scarpe con tacchi a spillo sicuramente non si scandalizzerebbero, se queste ragazze partecipassero alle selezioni per diventare veline, o a festini in ville varie, tanto meno&#8230;<br />
Il problema potrebbe nascere con le ragazze minorenni. Imporre un indumento ad una minorenne non &egrave; che sia il massimo esercizio di libert&agrave;, ma se qualcuno appartiene ad una religione deve poter essere libero di seguirla nei suoi precetti. Non mi pare che si scandalizzi quando si &ldquo;obbligano&rdquo; i propri figli ad andare a messa (se non ne hanno voglia) o a frequentare il catechismo (invece di andare a giocare).<br />
Mi pare che la maggioranza dei credenti pensa che sia giusto inculcare la propria religione nelle menti dei bambini, fin dalla nascita, e quindi perch&eacute; scandalizzarsi se una religione fa vestire in qualche modo i propri figli? O forse che bisogna educare solo a quella che si considera la &ldquo;vera religione&rdquo;? (Naturalmente si tratterebbe di quella cristiana, per la maggioranza degli italiani). Come si vede la questione alla base del rapporto con i minorenni &egrave; se sia o meno giusto educarli religiosamente (su questo tema si legga <a target="_blank" href="http://www.cinquantini.it/2009/05/i-bambini-e-la-religione/">qui</a>).</p>
<p>2) La Costituzione, questo assurdo ostacolo di fronte alla Lega, che, se potessero, modificherebbero anche nella prima parte, sancisce che tutte le religioni sono sullo stesso piano. Probabilmente nelle loro osterie non &egrave; un libro molto presente sui tavoli e quindi non lo sanno, ed infatti, ovunque amministrino, cercano di impedire che vengano costruite nuove moschee.<br />
Ogni cittadino &egrave; <strong>libero</strong> di professare la religione che vuole. Ed a questa libert&agrave; seguono i precetti di tale religione, validi fino alla salvaguardia della salute dell&rsquo;individuo. Quest&#8217;ultima salvaguardia addirittura perde vigore fondendosi con il diritto a rifiutare le cure.<br />
Quindi, impedendo ad un individuo di indossare un indumento previsto dalla propria religione, si limita la libert&agrave; di religione. Stiamo parlando di persone che&nbsp; lo indossano di propria volont&agrave;, naturalmente. Sempre in questo caso, se impedissimo di indossare un indumento con l&#8217;intenzione di &ldquo;liberare&rdquo; la donna da questo obbligo (nonostante il suo rifiuto) non sarebbe come voler impedire alle monache di clausura (o ai monaci) di rinchiudersi in un convento a vita senza avere rapporti con l&#8217;esterno ? Una specie di &ldquo;esportazione della libert&agrave;&rdquo; di triste memoria. E se pensiamo a che vita fanno dentro questi conventi, mi pare chiaro che &egrave; preferibile andare vestiti con un velo che stare tutta la vita rinchiusi spesso anche mortificando la carne.. Oppure &egrave; pi&ugrave; ragionevole che una donna si sottometta ad una entit&agrave; &ldquo;immaginaria&rdquo;? La lega naturalmente non ci ha neanche pensato in quanto nella sua mente non alberga minimamente il concetto di libert&agrave; della donna.</p>
<p>3) Il problema della sicurezza e la legge Reale<sup>1</sup> sembra che in qualche modo siano nati con il terrorismo. Infatti prima di tale periodo non se ne sentiva il bisogno. Attualmente, a parte durante le manifestazioni, dei posti delicati per andare con il volto coperto potrebbero alcune citt&agrave; italiane (ad alta densit&agrave; delinquenziale), dove chi gira con il casco integrale desta forti sospetti di essere uno scippatore o un killer (ma in genere i rapinatori o scippatori cercano di passare inosservati e vedere una donna in niqab sulla motocicletta sarebbe un po&#8217; estemporaneo). Altra ipotesi &quot;delicata&quot;  pi&ugrave; verosimile, potrebbe essere la banca, dove per&ograve; potrebbe essere stabilito di farsi riconoscere prima di entrare.  Una volta all&#8217;interno &egrave; naturale che per le operazioni gli impiegati debbano identificare l&#8217;eventuale cliente. Stesso discorso vale  anche in qualunque ufficio pubblico o a richiesta di pubblici ufficiali: le donne velate debbano mostrare l&#8217;intera faccia per poter essere riconosciute. Ma questo accade gi&agrave; ora.</p>
<p>Analizzati i suddetti punti, quali sono le principali riflessioni?<br />
La vera priorit&agrave; &egrave; la libert&agrave; dell&rsquo;individuo, nel nostro caso della donna (fino a che non limiti la libert&agrave; altrui). Questa dovrebbe essere la linea guida per salvaguardare questa libert&agrave;. Purtroppo, la Lega, pur essendo alleata al Popolo delle (cosiddette) Libert&agrave; (sic!), salvaguarda solo le libert&agrave; che pi&ugrave; l&#8217;aggradano, mentre quelle individuali vorrebbero limitarle, specie quando si tratta di libert&agrave; laiche o (altrimenti) religiose.<br />
Subito dopo viene la libert&agrave; di religione che &egrave; subordinata alla libert&agrave; dell&rsquo;individuo. Quindi principalmente deve essere salvaguardata la libert&agrave; di scegliere. Poich&eacute; per&ograve; tale libert&agrave; a volte &egrave; nascosta dalla sottomissione della donna alla propria famiglia, bisognerebbe probabilmente creare una legge ad hoc, che punisca chi obblighi la propria moglie o familiare ad indossarlo, contro la sua volont&agrave;, magari rendendo la denuncia non remissibile, come gi&agrave; accade per la violenza sessuale, per la ragione che sotto la pressione dei familiari potrebbero &ldquo;ripensarci&rdquo;.<br />
Inoltre, affinch&eacute; lo Stato, dovendo restare laico, non arrivi a compiacere ogni tipo di precetto religioso, che in genere sono retaggi superstiziosi,  una buona soluzione potrebbe essere quella adottata dalla Francia: in luoghi appartenenti alla Pubblica Amministrazione, scuole, uffici statali, piscine pubbliche, ospedali, ecc., non viene riconosciuta, n&eacute;, tantomeno, preferita, alcuna religione e non &egrave; permesso entrarci con simboli religiosi, ci&ograve; per &ldquo;rendere libere&rdquo; le donne che sono costrette, loro malgrado, ad indossare indumenti non graditi o a comportamenti dettati da retaggi religiosi, come ad esempio non poter essere visitate da medici uomini.<br />
Quest&#8217;ultima sarebbe probabilmente la soluzione ideale ma in questa repubblica in cui la &quot;sana laicit&agrave;&quot; viene definita dalla Chiesa Cattolica non la vedo ancora praticabile. E cos&igrave; in Italia ci ritroviamo con la tendenza opposta. Assecondare tutti i precetti religiosi per una malintesa libert&agrave; di culto.</p>
<hr />
<p>Note</p>
<p>1) Legge n.152 del22 maggio 1975, Art.11:<br />
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	<!--
		@page { margin: 2cm }
		P { margin-bottom: 0.21cm }
	-->
	</style>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em>&Egrave; vietato l&rsquo;uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico senza gisutificato motivo. &Egrave; in ogni caso vietato l&rsquo;uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne di carattere sportivo.(&#8230;)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ora di religione in Italia</title>
		<link>http://www.cinquantini.it/2009/08/ora-di-religione-in-italia/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 16:58:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come preannunciato ecco alcune informazioni sull&#8217;ora di religione.
Quest&#8217;ora costa ai cittadini contribuenti italiani circa un miliardo di euro. E ci&#242; per avere un&#8217;ora d&#8217;insegnamento di una materia facoltativa, e per di pi&#249; su una religione, o, quando va bene, su pi&#249; religioni, ma insegnata da un insegnante cattolico. 
Il bello &#232; che nonostante gli insegnanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come preannunciato ecco alcune informazioni sull&#8217;ora di religione.</p>
<p>Quest&#8217;ora costa ai cittadini contribuenti italiani circa un miliardo di euro. E ci&ograve; per avere un&#8217;ora d&#8217;insegnamento di una materia facoltativa, e per di pi&ugrave; su una religione, o, quando va bene, su pi&ugrave; religioni, ma insegnata da un insegnante cattolico. </p>
<p>Il bello &egrave; che nonostante gli insegnanti siano pagati dallo Stato, sono nominati dalla Curia Vescovile di appartenenza della scuola. Naturalmente tale nomina &egrave; discrezionale, e senza alcun tipo di concorso e pu&ograve; sempre essere revocata, ad esempio se l&#8217;insegnante dovesse divorziare e risposarsi, e quindi nonostante tale insegnante si avvalesse di una legge vigente nello Stato italiano. Ma, visto che per legge li devono scegliere i vescovi, se li scelgono come pi&ugrave; aggrada loro.</p>
<p>Tali insegnanti, nonostante insegnino una materia facoltativa, non sono precari ma di ruolo. S&igrave;, molto pi&ugrave; fortunati delle migliaia di insegnanti precari che ogni mattina non sanno se potranno lavorare o no. Ma il bello di questo essere di ruolo, &egrave; che se vengono licenziati (dal vescovo) lo Stato se li deve accollare per tutta la vita. E non finisce qui, perch&eacute; tali insegnanti, a parit&agrave; di ore, guadagnano pi&ugrave; degli insegnanti &ldquo;normali&rdquo; di ruolo.</p>
<p>Come potrebbe essere una situazione normale e ideale in uno Stato laico?<br />
1a ipotesi: un&#8217;ora facoltativa, all&#8217;inizio o alla fine della mattinata, cos&igrave; che chi non dovesse scegliere questo insegnamento facoltativo, possa andarsene a casa prima o venire a scuola pi&ugrave; tardi. Tale ipotesi &egrave; sempre stata osteggiata dai vescovi, che si rendono conto che cos&igrave; ci sarebbero molti studenti in meno che farebbero questa scelta. In questa ipotesi per&ograve; non si dovrebbero far ottenere crediti, visto che i membri di altre religioni non potrebbero scegliere la propria.<br />
2a ipotesi: Un&#8217;ora facoltativa che, nel caso di non scelta, venga sostituita da un insegnamento alternativo. Quello che dovrebbe succedere teoricamente ora, ma che non avviene molto spesso, lasciando gli studenti, che non hanno fatto la scelta, a studiare in altre classi. Cosa che tra l&#8217;altro &egrave; un po&#8217; discutibile, visto che sono le ore alternative dovrebbero trasferirsi in altre classi. Ma questa ipotesi in ogni caso lascerebbe discriminate le altre religioni, specialmente, se da questa ora si possono ricevere crediti (vedi post precedente e sentenza TAR).<br />
3a ipotesi: Un&#8217;ora facoltativa della (propria) religione o di quella che si sceglie, con la possibilit&agrave; per chi non crede, di avere come insegnamento un&#8217;ora di Etica. Naturalmente gli insegnanti non possono essere solo cattolici e tanto meno nominati dalla Curia. Questa ipotesi, forse la pi&ugrave; ragionevole, in Italia non &egrave; stata nemmeno presa in considerazione (pressioni della Chiesa? A pensar male a volte ci si azzecca&#8230;)<br />
4a ipotesi: l&#8217;abolizione dell&#8217;ora di religione con la sostituzione della materia di educazione civica. In fondo la religione ognuno se la studia presso il proprio &ldquo;tempio&rdquo; con il catechismo (o ancora meglio sarebbe che <a href="http://www.cinquantini.it/2009/05/i-bambini-e-la-religione/" target="_blank">ognuno la religione se la scegliesse autonomamente da adulto</a>).  Questa 4a ipotesi &egrave; troppo forte per i nostri politici (quasi tutti) e l&#8217;appoggiano solo alcuni&#8230; cattolici convinti, tipo Messori, oppure il Card. Martini, il quale, in mancanza di uno studio pi&ugrave; approfondito preferirebbe questa soluzione.</p>
<p>Per quanto mi riguarda io appoggerei le ultime due soluzioni, con preferenza per l&#8217;ultima.</p>
<p>Per la cronaca, il nostro laicissimo Stato ha presentato un decreto legge, tanto per cambiare, con il quale mette nero su bianco il valore dell&#8217;ora di religione per acquisire i crediti. Con buona pace dei diversamente credenti o dei non credenti affatto.<br />
&nbsp;</p>
<hr />
<p><em>Letture consigliate</em></p>
<p><em>La Questua </em>- Curzio Maltese, Feltrinelli</p>
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		<title>Ora di religione e TAR</title>
		<link>http://www.cinquantini.it/2009/08/ora-di-religione-e-tar/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 16:03:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Laicità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri una sentenza del TAR Lazio &#232; tornata a galla (la sentenza datava 18.07.2009) facendo molto scalpore tra i vari media e, conseguentemente in tutti gli ambienti.
La sentenza ha annullato le Ordinanze ministeriali emanate dall&#8217;allora Ministro P.I. Fioroni per gli esami di Stato del 2007 e 2008 che prevedevano la valutazione della frequenza dell&#8217;insegnamento della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri una sentenza del TAR Lazio &egrave; tornata a galla (la sentenza datava 18.07.2009) facendo molto scalpore tra i vari media e, conseguentemente in tutti gli ambienti.</p>
<p>La sentenza ha annullato le Ordinanze ministeriali emanate dall&rsquo;allora Ministro P.I. Fioroni per gli esami di Stato del 2007 e 2008 che prevedevano la valutazione della frequenza dell&rsquo;insegnamento della religione cattolica ai fini della determinazione del credito scolastico, e la partecipazione &ldquo;a pieno titolo&rdquo; agli scrutini da parte degli insegnanti di religione.</p>
<p>Cosa sta a significare?</p>
<p>Il Ministro (dell&#8217;allora governo Prodi) aveva emesso queste ordinanze per far s&igrave; che i crediti acquisiti durante l&#8217;ora di religione valessero per gli esami finali e che gli insegnanti di religione potessero partecipare agli scrutini. Quindi ora, praticamente, gli insegnanti di religione non possono partecipare agli scrutini e l&#8217;aver partecipato all&#8217;ora di religione non far&agrave; guadagnare crediti (uno, mi sembra sia) agli studenti.<br />
Mons. Diego Coletti, presidente della Commissione episcopale per l&#8217;educazione cattolica, <a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/scuola_e_universita/servizi/tar-religione/cei-ricorso/cei-ricorso.html" target="_blank">ha dichiarato</a> <em>che si tratta di una decisione che danneggia la laicit&agrave; ed &egrave; sintomo del &quot;pi&ugrave; bieco illuminismo che vuole la cancellazione di tutte le identit&agrave;&quot;</em>. Ha inoltre definito la sentenza particolarmente pretestuosa e ha riaffermato che l&#8217;insegnamento della religione cattolica &egrave; parte integrante della conoscenza della cultura italiana, e in questo senso va inteso nel sistema scolastico italiano, non come percorso confessionale individuale. &ldquo;<em>Non si tratta di un insegnamento che va a sostenere scelte religiose individuali: ma di una componente importante di conoscenza della cultura di questo Paese, con buona pace degli irriducibili laicisti e purtroppo dobbiamo dire con buona pace anche dei nostri fratelli nella fede di altre confessioni cristiane</em>&quot;. &quot;<em>Non conosco i giudici del Tar del Lazio,</em> <em>anche se questo tribunale amministrativo ha una sua lunga storia che molti conoscono. Caso mai ci sar&agrave; da chiedersi come mai la competenza su una questione cos&igrave; delicata venga data a un tribunale amministrativo regionale</em>&quot;.</p>
<p>Chiss&agrave; chi doveva avere questa competenza, forse la Sacra Rota? E dire che la giurisprudenza non &egrave; che accetti qualunque sentenza di qualunque giudice: basti ricordare la sentenza famosa del crocifisso all&#8217;Aquila (che lo faceva togliere dalla classe)  che fu annullata in quanto il giudice ordinario non poteva decidere su una questione del genere.</p>
<p>Ora, dopo aver letto le opinioni della parte interessata, guardiamo da vicino le motivazioni della sentenza che viene ritenuta pretestuosa dal monsignore.<br />
Il TAR afferma che &ldquo;l<em>&rsquo;attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell&rsquo;insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, d&agrave; luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato Italiano non assicura identicamente la possibilit&agrave; per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica</em>&rdquo;.</p>
<p>In pratica, gli studenti ebrei, quelli musulmani o quelli di qualunque altra religione (ed anche quelli atei, eh s&igrave;, possono esisterne anche tra gli studenti&#8230;), non potrebbero acquisire quel credito, in quanto non potrebbero essere liberi di frequentare l&#8217;ora della propria religione, visto che attualmente quella insegnata, generalmente, &egrave; la religione cattolica (non parliamo poi dell&#8217;ora di Etica Morale Pubblica eventualmente riservata agli atei).</p>
<p>Il TAR aggiunge anche che &ldquo;<em>sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non pu&ograve; assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico</em>&rdquo;. </p>
<p>Ovvero, un insegnamento religioso, che attiene alla sfera privata individuale, non pu&ograve; essere oggetto di valutazione finale dello studente.</p>
<p>Ancora, &ldquo;<em>In una societ&agrave; democratica certamente pu&ograve; essere considerata una violazione del principio del pluralismo il collegamento dell&rsquo;insegnamento della religione con consistenti vantaggi sul piano del profitto scolastico e quindi con un&rsquo;implicita promessa di vantaggi didattici, professionali ed in definitiva materiali</em>&rdquo;.</p>
<p>Ovvero, come da spirito della legge, la scelta dell&#8217;ora di religione deve essere assolutamente libera e non dettata da eventuali previsioni di profitti.</p>
<p>Precisa inoltre che &ldquo;<em>lo Stato, dopo aver sancito il postulato costituzionale dell&rsquo;assoluta, inviolabile libert&agrave; di coscienza nelle questioni religiose, di professione e di pratica di qualsiasi culto &ldquo;noto&rdquo;, non pu&ograve; conferire ad una determinata confessione una posizione &ldquo;dominante&rdquo; &#8211; e quindi una indiscriminata tutela ed un&rsquo;evidentissima netta poziorit&agrave;</em> [= preferenza &ndash; ndA] &ndash; <em>violando il pluralismo ideologico e religioso che caratterizza indefettibilmente ogni ordinamento democratico moderno</em>&rdquo;.</p>
<p>Ovvero, la Costituzione gi&agrave; lo sancisce esplicitamente. Lo Stato non fa preferenze per alcuna religione. Cosa che avverrebbe mettendo la religione (cattolica) nella posizione di poter fare la differenza tra uno studente cattolico (o che frequenta l&#8217;ora di religione) ed uno ateo (o di altra religione) che non pu&ograve; frequentare l&#8217;ora che pi&ugrave; gli aggrada. Infatti nel caso avessero lo stesso numero di crediti di ore &ldquo;normali&rdquo;, il credito di religione farebbe sopravanzare il cattolico.</p>
<p>Infine &ldquo;<em>qualsiasi religione- per sua natura &#8211; non &egrave; n&eacute; un&rsquo;attivit&agrave; culturale, n&eacute; artistica, n&eacute; ludica, n&eacute; un&rsquo;attivit&agrave; sportiva n&eacute; un&rsquo;attivit&agrave; lavorativa, ma attiene all&rsquo;essere pi&ugrave; profondo della spiritualit&agrave; dell&rsquo;uomo ed a tale stregua va considerata a tutti gli effetti</em>&rdquo;.</p>
<p>Un colpo al sentire religioso dei cittadini? Cos&igrave; lo sentono le gerarchie vaticane e molti parlamentari proni a queste: non meritano neanche di essere citati, sono sempre i soliti. Ma forse &egrave; un colpo all&#8217;egemonia della relgione cattolica che in uno stato laico dovrebbe essere pari alle altre ma di fatto non lo &egrave;, come si evince da questa sentenza e da moltissime altre situazioni. Ed infatti, pensate che il ricorso lo abbiano fatto una massa di atei laicisti?</p>
<p>S&igrave;, certamente anche diverse associazioni laiche, ma tra i ricorrenti c&#8217;erano anche la <strong>Chiesa Evangelica Luterana in Italia</strong>, l&#8217;<strong>Unione Cristiana Evangelica Battista d&rsquo;Italia</strong>,  l&#8217;<strong>UCEI &ndash; Unione delle Comunit&agrave; Ebraiche Italiane</strong>, la <strong>Federazione delle Chiese Pentecostali</strong>, l&#8217;<strong>Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7&deg; Giorno</strong>, l&#8217;<strong>Alleanza Evangelica Italiana</strong>, la <strong>Tavola Valdese</strong>, il <strong>Comitato Insegnanti Evangelici Italiani (CIEI)</strong> e la <strong>Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.</strong></p>
<p>Capisco che per i cattolici queste religioni non sono nel giusto in quanto non professano la religione vera, ma la nostra Costituzione non fa differenze tra le diverse religioni, neanche nel numero dei credenti, e quindi mi pare chiaro che tutte le proteste delle gerarchie vaticane nascano da una perdita di predominanza nella societ&agrave;. Basta rileggere la dichiarazione del monsignore, adesso, dopo aver letto le motivazioni del TAR: <em>una decisione che danneggia la laicit&agrave; ed &egrave; sintomo del &quot;pi&ugrave; bieco illuminismo che vuole la cancellazione di tutte le identit&agrave;&quot;</em>.</p>
<p>Ben vengano queste decisioni, anche per i cattolici, quando diventeranno una minoranza e le  invocheranno in nome della libert&agrave; di religione.</p>
<p>Nel prossimo post parleremo dell&#8217;ora di religione e di come funziona.</p>
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		<title>I dieci comandamenti (2)</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 07:44:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ora, come preannunciato, ecco alcune osservazioni su quanto scritto nel precedente post.
Ricordo che i comandamenti scritti in precedenza sono quelli della bibbia, copiati parola per parola (potete controllare sulla bibbia stessa). Questi comandamenti, secondo il catechismo cattolico (n.436) sono la &#8220;Legge donata da dio al popolo di Israele tramite Mos&#232;&#8221;.
Allora, se si tratta della parola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora, come preannunciato, ecco alcune osservazioni su quanto scritto nel precedente post.</p>
<p>Ricordo che i comandamenti scritti in precedenza sono quelli della bibbia, copiati parola per parola (potete controllare sulla bibbia stessa). Questi comandamenti, secondo il catechismo cattolico (n.436) sono la &ldquo;<em>Legge donata da dio al popolo di Israele tramite Mos&egrave;</em>&rdquo;.</p>
<p>Allora, se si tratta della parola di dio, chi avrebbe il diritto di cambiarli se non dio stesso?</p>
<p>Eppure quaggi&ugrave; in terra c&#8217;&egrave; stata gente che si &egrave; arrogata il diritto di cambiarli a proprio piacimento. Probabilmente il cosiddetto vicario di dio in terra avr&agrave; pensato di interpretare meglio di dio stesso il suo pensiero, e cos&igrave; lo ha modificato.</p>
<p>Ha cancellato il comandamento</p>
<p><em>Non ti farai idolo n&eacute; immagine alcuna di ci&ograve; che &egrave; lass&ugrave; nel cielo n&eacute; di ci&ograve; che &egrave; quaggi&ugrave; sulla terra, n&eacute; di ci&ograve; che &egrave; nelle acque sotto la terra.Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perch&eacute; io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.</em></p>
<p>Voi penserete che magari l&#8217;ha fatto per non far sentire in colpa le generazioni a venire? Io, per pensare male, vi suggerisco di pensare a tutte le immagini invocate della madonna, dei santi di Ges&ugrave;, di dio stesso.</p>
<p>Ha cambiato giorno di chiusura, forse pensando che domenica &egrave; di per se stesso il giorno del riposo.</p>
<p><em>Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno &egrave; il sabato in onore del Signore,<br />
</em>&nbsp;<br />
Ha diviso un comandamento in due:</p>
<p><em>Non desiderare la donna d&#8217;altri.<br />
Non desiderare la roba d&#8217;altri.</em></p>
<p>E <em>dulcis in fundo</em>, nella sessuofobica ossessione che ha accompagnato per secoli la Chiesa Cattolica, ha cambiato il comandamento:</p>
<p><em>Non commettere adulterio</em><br />
in<br />
<em>Non commettere atti impuri.</em></p>
<p>Ci vedete qualche nesso tra i due? Se non una ossessione contro il piacere carnale, anche quando non fa male a nessun altro?<br />
Come giustificazione ha detto:<br />
&ldquo;<em>Bench&eacute; nel testo biblico del Decalogo si legga &ldquo;Non commettere adulterio&rdquo;, la Tradizione della Chiesa segue complessivamente gli insegnamenti morali dell&#8217;Antico e del Nuovo Testamento, e considera il sesto comandamento come inglobante tutti i peccati contro la castit&agrave;</em>&rdquo; (n.493 Catechismo).</p>
<p>Quel &ldquo;bench&eacute;&rdquo; mi fa venire i brividi: se i comandamenti sono stati dati da dio stesso, che &egrave; onnipotente, onnisciente, ecc. ecc., chi potrebbe migliorarli se non lui stesso? Anche se poi, se &egrave; stato sempre un essere perfetto, i comandamenti stessi dovrebbero essere gi&agrave; perfetti e non perfettibili, no?</p>
<p>Be&#8217;, nella loro smisurata presunzione i vari papi,&nbsp; &quot;padri&quot; e &quot;dottori&quot; della Chiesa, si sono arrogati il diritto di modificarli, in nome della Tradizione, che, a quanto pare, oltrepassi la parola stessa di dio.</p>
<p>Meditate gente, meditate.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>I dieci comandamenti</title>
		<link>http://www.cinquantini.it/2009/06/i-dieci-comandamenti/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 17:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diverso tempo fa parlando di comportamento eticamente giusto, un amico mi rispose molto semplicemente, basta osservare il 10 comandamenti. C&#8217;&#232; da dire che questo amico probabilmente non aveva aperto la Bibbia pi&#249; di una o due volte, senza neanche leggerla e tutte le nozioni sulla bibbia le aveva acquisite ai vari catechismi frequentati.
Negli Stati Uniti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diverso tempo fa parlando di comportamento eticamente giusto, un amico mi rispose molto semplicemente, basta osservare il 10 comandamenti. C&#8217;&egrave; da dire che questo amico probabilmente non aveva aperto la Bibbia pi&ugrave; di una o due volte, senza neanche leggerla e tutte le nozioni sulla bibbia le aveva acquisite ai vari catechismi frequentati.</p>
<p>Negli Stati Uniti addirittura un presidente di una corte suprema <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2003/luglio/04/Usa_Dieci_comandamenti_fuorilegge_tribunale_co_0_030704039.shtml " target="_blank">ne ha fatto un monumento all&#8217;entrata del tribunale</a>, come testimonianza che la giustizia si ispira a dio e contro le frange degli atei.</p>
<p>Ma andiamo a vedere da vicino di cosa trattano questi comandamenti che dovrebbero essere i fondamenti universali dell&#8217;etica.</p>
<p>Anche se molti neanche se l&#8217;immaginano, ci sono due serie di comandamenti nella bibbia: nell&#8217;Esodo e nel Deuteronomio. (come ci sono anche due racconti sull&#8217;inizio del mondo, ma questa &egrave; un&#8217;altra storia).</p>
<p>Li esamineremo uno ad uno per analizzare quale potrebbe essere l&#8217;insegnamento etico per il comportamento dell&#8217;umanit&agrave;.</p>
<p>- <em>Io sono il Signore, tuo Dio, non avrai altri dei all&#8217;infuori di me.</em></p>
<p>Con questo si mettono gi&agrave; i puntini sulle &ldquo;i&rdquo;. Ci sono solo io, non ti mettere in mente di avere altri dei. Gi&agrave; si vede che questa &egrave; la soluzione per un&#8217;etica condivisa. Tutti gli uomini credano allo stesso dio e cos&igrave; non ci saranno problemi di scelta sui comportamenti personali. Magari sottomettendo con la forza chi per caso non crede o chi ha altri dei.</p>
<p><em>- Non ti farai idolo n&eacute; immagine alcuna di ci&ograve; che &egrave; lass&ugrave; nel cielo n&eacute; di ci&ograve; che &egrave; quaggi&ugrave; sulla terra, n&eacute; di ci&ograve; che &egrave; nelle acque sotto la terra.</em></p>
<p>Ecco che dio d&egrave;tta un&#8217;altra legge universale per i rapporti interpersonali. Non vuole che si facciano sue immagini. Forse &egrave; timido. Oppure non vuol far capire a chi somiglia, visto che siamo stati creati a sua immagine e somiglianza.</p>
<p>- <em>Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perch&eacute; io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.</em></p>
<p>A dio non basta essere onnipotente, onnisciente, ecc. &egrave; anche geloso, e se i gradi degli attributi sono come gli altri possiamo immaginare che &egrave; infinitamente geloso: non sopporta che si guardino altri dei. Ma a parte questo, che in tutto il resto dell&#8217;umanit&agrave; &egrave; considerato un difetto, e lui si vanta di esserlo, da questo comandamento possiamo trarre un altro fondamentale insegnamento etico, che magari farebbe impallidire i nostri pi&ugrave; illustri giuristi nostrani: la colpa non &egrave; pi&ugrave; individuale ma ricade fino ai pronipoti. E pensate se nelle Corti supreme americane si obbedisse a un tale comandamento. Chi ruba (e quindi chi va contro uno dei suoi comandamenti) trasmette la colpa fino alla 4a generazione, ai pronipoti. Altro fondamento di un&#8217;etica condivisa: la colpa ereditata, indipendentemente da come uno si comporta.</p>
<p><em>- Non pronunzierai invano il nome del Signore, tuo Dio, perch&eacute; il Signore non lascer&agrave; impunito chi pronuncia il suo nome invano.</em></p>
<p>Oltre a non voler essere rappresentato nelle immagini non vuole neanche essere nominato. Altro fondamentale principio etico universale molto utile per l&#8217;umanit&agrave;. Magari io lo chiamo in un modo, un altro, in un altro, poi non ci capiamo.</p>
<p>- <em>Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno &egrave; il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, n&eacute; tu, n&eacute; tuo figlio, n&eacute; tua figlia, n&eacute; il tuo schiavo, n&eacute; la tua schiava, n&eacute; il tuo bestiame, n&eacute; il forestiero che dimora presso di te. Perch&eacute; in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto &egrave; in essi, ma si &egrave; riposato il giorno settimo. Perci&ograve; il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.</em></p>
<p>Qui dio introduce la settimana di 6 giorni lavorativi, e nella sua bont&agrave;, la introduce anche per gli schiavi e per gli animali. Sindacalista ante litteram. Si preoccupa per chi lavora ed &egrave; contro la lotta di classe: padroni e schiavi hanno diritto a riposarsi un giorno a settimana. Veramente umano&#8230;</p>
<p>- <em>Onora tuo padre e tua madre, perch&eacute; si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti d&agrave; il Signore, tuo Dio.</em></p>
<p>Bello e edificante, specialmente ora che i tempi sono cambiati. Chiss&agrave; a quei tempi come si dovevano sentire le figlie incestuose o offerte all&#8217;ospite. Mi viene in mente la bambina brasiliana di 9 anni, stuprata dall&#8217;et&agrave; di 6 anni dal padre e incinta di lui. Chiss&agrave; come dovrebbe onorarlo? Tra l&#8217;altro, come vedrete continuando a leggere, non c&#8217;&egrave; nessun comandamento che vieta l&#8217;incesto o lo stupro.</p>
<p>- <em>Non uccidere.</em></p>
<p>Anche questo comandamento ora un po&#8217; pi&ugrave; generale, per dio era abbastanza relativo, visto che nel libro che ha dettato ai profeti, si parla di condanna a morte, eccidi, genocidi, ecc. Probabilmente intendeva non uccidere i membri del tuo stesso popolo, ma anche questo lo ha suggerito lui stesso, quando ha instigato Mos&egrave; ed altri ad uccidere i propri fratelli (dopo la discesa dal Sinai).</p>
<p><em>- Non commettere adulterio.</em></p>
<p>Questo comandamento &egrave; fondamentale e per questo &egrave; stato nelle nostre leggi fino a una quarantina di anni fa, poi i costumi si sono imbarbariti e l&#8217;hanno depenalizzato.<br />
- <em>Non rubare.</em></p>
<p>Anche in questo caso probabilmente si tratta di un ordine per non rubarsi tra i membri dello stesso popolo, visto che nel Libro di cui sopra i saccheggi e le razzie verso altri popoli sono all&#8217;ordine del giorno.</p>
<p>-<em> Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.</em></p>
<p><em>- Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, n&eacute; il suo schiavo, n&eacute; la sua schiava, n&eacute; il suo bue, n&eacute; il suo asino, n&eacute; alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.</em></p>
<p>Qui dio si supera e vieta, non solo di fare ma anche di pensare a qualcosa che non si deve fare. Evidentemente non pu&ograve; sopportare che un uomo pensi male. In ogni caso nell&#8217;universalit&agrave; del suo pensiero si rivolge agli uomini, probabilmente non &egrave; neanche contemplato nella sua immensa onniscienza che una donna possa desiderare il marito di un altro. Infatti nella Bibbia esistono diverse personalit&agrave; maschili che sono poligame, anche se nessuna donna ha pi&ugrave; mariti.</p>
<p>I comandamenti sono quelli della Bibbia. Questi comandamenti, secondo il catechismo cattolico (n.436) sono la &ldquo;Legge donata da dio al popolo di Israele tramite Mos&egrave;&rdquo;. Chiaro? Dio stesso ha dato questi comandamenti. Dio, pur onnipotente ed onnisciente, non ha saputo inserire un piccolo comandamento ma di immenso significato. No, non si tratta di: &ldquo;Non depenalizzare il falso in bilancio&rdquo;, ma: Tutti gli uomini sono uguali; poi se avesse aggiunto, indipendentemente dal colore della pelle, dal sesso, sarebbe stato un qualcosa in pi&ugrave;, ma ci saremmo accontetati anche solo della prima parte. Ma non basta che non l&#8217;abbia dettato, addirittura avalla la schiavit&ugrave;, anche se poi fa riposare gli schiavi un giorno a settimana e li fa non desiderare dagli altri.</p>
<p>Di questi dieci comandamenti, ne sono entrati solo 3 nelle legislazioni dei paesi civilizzati (escludo evidentemente da questa categoria quelli che lapidano le adultere): &ldquo;Non rubare&rdquo;, &ldquo;Non uccidere&rdquo;, &ldquo;Non pronunciare falsa testimonianza&rdquo;. Naturalmente c&rsquo;&egrave; anche gente nel mondo che pensa che il male esiste perch&eacute; non vengono osservati tutti e 10 i comandamenti e c&rsquo;&egrave; gente che pensa che grazie a dio questi tre precetti etici sono giusti. Questa gente non arriverebbe mai a pensare che simili comportamenti sono sbagliati indipendentemente da chi lo suggerisce.</p>
<p>Ecco a cosa si riduce l&rsquo;etica universale dei dieci comandamenti.</p>
<p>Nel prossimo post racconter&ograve; cosa &egrave; successo durante i secoli a questi precetti universali e dettati da dio.<br />
&nbsp;</p>
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