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	<title>Blog di Pier Luigi Cinquantini &#187; Lingua</title>
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	<description>Credo nella religione del dubbio. Ecco, questa è la mia religione. (Piero Gobetti)</description>
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		<title>Google e Zamenhof</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 23:38:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperanto]]></category>
		<category><![CDATA[Lingua]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160;Oggi, 150 anni fa, nasceva un piccolo grande uomo. Una mente geniale che fin dall&#8217;infanzia non ebbe altro scopo che ideare quella lingua che sarebbe diventata, 28 anni dopo l&#8217;esperanto.&#160;Ques&#8217;uomo si chiamava Ludwik Lejzer Zamenhof.
Oggi Google festeggia il suo giubileo con la bandiera esperantista che sventola.

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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Oggi, 150 anni fa, nasceva un piccolo grande uomo. Una mente geniale che fin dall&#8217;infanzia non ebbe altro scopo che ideare quella lingua che sarebbe diventata, 28 anni dopo l&#8217;esperanto.&nbsp;Ques&#8217;uomo si chiamava <a href="http://www.wikipedia.org/search-redirect.php?language=it&go=Go&search=Ludwik+Lejzer+Zamenhof">Ludwik Lejzer Zamenhof</a>.</p>
<p>Oggi Google festeggia il suo giubileo con la bandiera esperantista che sventola.</p>
<p><img border="1" align="left" height="320" width="480" alt="Google e l'esperanto" src="http://www.cinquantini.it/bildoj/google.png" /></p>
<script type="text/javascript">  linkscolor = "000000";  highlightscolor = "888888";  backgroundcolor = "FFFFFF";  channel = "none";   </script><script type="text/javascript" src="http://www.addmarx.com/dynamicbookmark_compressed.php"></script><span><a onClick="clickDynamic1(this); return false;" href="http://www.addmarx.com"><img style="padding:0px; margin:0px" src="http://www.cinquantini.it/blog/wp-content/plugins/addmarx/sharebookmarx.png" border="0"></a></span><span style="position:absolute; z-index:1000001; margin-top:24px; margin-left:-127px; visibility:hidden;"><iframe id="addmarx_empty" scrolling="no" frameborder="0"></iframe></span><p class="addmarx_spacer"></p><!-- Please place the above code into your site where you want to have a bookmark/share/publicize link. Please do not change any of the code aside from the link text or image, or else the code may not work properly.  -->]]></content:encoded>
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		<title>Dialetti e osterie</title>
		<link>http://www.cinquantini.it/2009/08/dialetti-e-osterie/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 15:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lingua]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[dialetto]]></category>
		<category><![CDATA[insegnamento lingue]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle ultime &#8220;boutade&#8221; dell&#8217;estate, eufemismo per ca***te, tirata fuori, tanto per cambiare, dalla Lega &#232; quello dell&#8217;insegnamento dei dialetti a scuola e tralasciamo le esternazoni sull&#8217;Inno dei Mameli, sui test per gli insegnanti di fuori regione, per poter insegnare, e cavolate varie.
Questa difesa ad oltranza dei dialietti da parte dei leghisti rischia di far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle ultime &ldquo;boutade&rdquo; dell&rsquo;estate, eufemismo per ca***te, tirata fuori, tanto per cambiare, dalla Lega &egrave; quello dell&rsquo;<a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/09/bossi-nostri-emigranti-lavoravano-non-uccidevano-rilancia.html" target="_blank">insegnamento dei dialetti a scuola</a> e tralasciamo le esternazoni sull&rsquo;Inno dei Mameli, sui test per gli insegnanti di fuori regione, per poter insegnare, e cavolate varie.</p>
<p>Questa difesa ad oltranza dei dialietti da parte dei leghisti rischia di far diminuire d&rsquo;importanza i dialetti e di farli passare come una cosa politica di esclusivo dominio di questi signori (altro eufemismo) della Lega. Ed invece i dialetti sono una cosa seria che non bisogna lasciare in mano ai frequentatori delle osterie padane.<br />
Per comprendere a fondo di cosa si parla &egrave; necessario un piccolo approfondimento linguistico.</p>
<p>Qual &egrave; la differenza tra i dialetti e le lingue?</p>
<p>Ebbene la differenza tra i dialetti e le lingue, praticamente non esiste. Quando si vuole definire un dialetto lo si fa con una &ldquo;battuta&rdquo;: &ldquo;un dialetto &egrave; una lingua senza esercito&rdquo;, questo per far capire quanto sia difficile differenziarli linguisticamente.<br />
I dialetti in Italia, in genere, sono delle modifiche del latino nel corso dei secoli (come metafora prendete un fiume ghiacciato in superficie &rarr; il latino classico &ndash; e l&#8217;acqua che scorre sotto il ghiaccio &egrave; il latino parlato che durante l&#8217;Impero Romano si evolve sempre pi&ugrave;). Dopo la caduta dell&rsquo;Impero Romano (= rottura del ghiaccio) il latino parlato, gi&agrave; abbastanza differenziatosi, si va sempre pi&ugrave; allontanando dalla lingua originaria. La divisione dell&rsquo;Italia in molti staterelli non fa che accentuare le differenze e l&rsquo;evoluzione di ciascun dialetto, in vere e proprie lingue che con il passare dei secoli risultano incomprensibili le une alle altre, quanto pi&ugrave; sono lontane geograficamente.</p>
<p>Gli attuali dialetti quindi non sono altro che il latino evoluto e non come alcuni pensano (almeno in centritalia, storpiature dell&rsquo;italiano (toscano).</p>
<p>Ogni dialetto, appartenendo a delle comunit&agrave; da secoli, fa parte delle radici di queste comunit&agrave;, e pi&ugrave; sono piccole, tali comunit&agrave;, pi&ugrave; queste lingue sono identificative delle loro radici. La scomparsa di un dialetto &egrave; come il taglio delle radici di una pianta, una perdita di identit&agrave; che non si pu&ograve; pi&ugrave; recuperare. Scomparso un dialetto si perde un pezzo d&#8217;identit&agrave; e non ne rimane testimonianza vivente. Persa l&rsquo;identit&agrave; tutto si appiattisce e gli individui di queste comunit&agrave; diventano come pecore di in un gregge, non pi&ugrave; riconoscibili dalle altre.</p>
<p>E quindi, &egrave; giusto insegnarlo a scuola?</p>
<p>S&igrave;, certo, ma a quella scuola speciale che &egrave; la vita, la strada, la famiglia. Il dialetto andrebbe parlato in famiglia senza vergogna (se si tratta di famiglia uniforme: in cui ambedue i genitori parlano lo stesso dialetto). Purtroppo esistono politici che aprono bocca e danno fiato, senza collegare il cervello e cos&igrave; ci ritroviamo delle proposte insensate e irrealizzabili, se va bene, altrimenti realizzabili a chiss&agrave; che costi.</p>
<p>Perch&eacute;?</p>
<p>Ci sono diverse ragioni (lo so che parlare di ragione con alcuni politici &egrave; come parlare cinese con un padano).</p>
<p>Per prima cosa: una regione pu&ograve; anche avere un dialetto pi&ugrave; o meno uniforme, ma non sempre &egrave; cos&igrave;; i dialetti non hanno confini ben definiti e non sono localizzati precisamente. Paesi o citt&agrave; vicine, possono avere dialetti diversi,  E allora, quale dialetto insegnare? Quello della citt&agrave; in cui ha sede la scuola? Quello della maggioranza? E allora che facciamo? Prima diciamo che ogni dialetto ha una sua dignit&agrave; e poi diciamo che alcuni ne hanno pi&ugrave; di altri?</p>
<p>Chi saranno gli insegnanti e quanti saranno necessari?  Dove verr&agrave; trovato l&#8217;insegnante di un determinato dialetto, specialmente per quelli di piccole comunit&agrave;, in cui magari non esiste alcun insegnante di lingua? Oppure questi insegnanti dovranno prima imparare il dialetto che dovranno insegnare? E poi se verranno trasferiti nella scuola della citt&agrave; confinante, ne dovranno imparare uno nuovo oppure non avranno diritto di insegnarlo?</p>
<p>E gli alunni? Accade spesso che una famiglia si trasferisca in un paese a poca distanza, e i figli che faranno, inizieranno ad imparare un nuovo dialetto a scuola? Se si tratta di materie comuni come l&#8217;italiano o la lingua straniera, tutte le scuole insegnano pressoch&eacute; le stesse nozioni, ma nel caso del dialetto dovrebbero impararlo da capo, e cos&igrave; avremo le classi differenziate non solo per gli extracomunitari ma anche per i bambini che hanno traslocato da una citt&agrave; all&#8217;altra.</p>
<p>Il dialetto come detto in precedenza, si parla sulla strada con gli amici, i compagni di giochi o in famiglia. &Egrave; lo strumento di comunicazione di pi&ugrave; basso livello: quello per comunicare con gli individui pi&ugrave; vicini. Ad un livello maggiore si trova l&#8217;italiano, per comunicare con tutti gli altri nostri connazionali fuori della cerchia del dialetto, che a questo punto potrebbero essere anche gli abitanti di un paese vicino, che ha un dialetto diverso. E siccome al livello base, la &ldquo;vita&rdquo; stessa generalmente insegna il dialetto, l&#8217;italiano deve essere insegnato a scuola e deve correggere le abitudini acquisite parlando una lingua di strada.</p>
<p>L&#8217;esperienza prova che i bambini possono imparare tre lingue simultaneamente (ad es. lingua materna, lingua paterna e lingua dell&#8217;ambiente frequentato) quindi non c&#8217;&egrave; alcun problema nell&#8217;imparare il dialetto e la lingua nazionale. Quindi la situazione attuale gi&agrave; andrebbe bene, anche se una maggiore valorizzazione dei dialetti sarebbe auspicabile, in special modo una sensibilizzazione alle famiglie a non rimproverare i figli quando lo parlano (in questo caso parlo della situazione che &egrave; venuta a crearsi nel mio paese, dove il dialetto sembra una storpiatura dell&#8217;italiano e non piace ai genitori).</p>
<p>I dialetti sono una cosa troppo seria per lasciarli in mano a questi individui.</p>
<p>Infine, sopra ho parlato di due livelli di comunicazione, quello pi&ugrave; basso, occupato dal dialetto, e il secondo livello, quello occupato dalla lingua nazionale. Ma ce ne sarebbe un terzo, quello per la comunicazione inter-nazionale. Questo posto dovrebbe essere occupato non da una lingua nazionale, per ovvie rragioni, ma da una lingua che abbia alcune qualit&agrave; fondamentali: la <em>neutralit&agrave;</em>, per non favorire nessuno, la <em>facilit&agrave;</em>, per dare la possibilit&agrave; a tutti, anche a chi non &egrave; portato per le lingue, di impararla.</p>
<p>Be&#8217;, alla luce di queste qualit&agrave;, attualmente, l&#8217;unica lingua che potrebe occupare questo posto &egrave; l&#8217;<a href="http://www.esperantoitalia.it" target="_blank">esperanto</a>.</p>
<p>Ma questa &egrave; un&#8217;altra storia&#8230;<br />
&nbsp;</p>
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