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	<title>Blog di Pier Luigi Cinquantini &#187; immigrazione</title>
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	<description>Credo nella religione del dubbio. Ecco, questa è la mia religione. (Piero Gobetti)</description>
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		<title>Stato e identità</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 16:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Fernando Savater &#232; un filosofo spagnolo contemporaneo (&#232; nato nel 1947) e insegna filosofia all&#8217;Universit&#224; Complutense di Madrid.
Tra i suoi libri, Etica per un figlio, I 10 comandamenti del ventunesimo secolo, La vita eterna, e molti altri.
Perch&#233; parlo di lui?
Perch&#233; sul numero dell&#8217;Espresso di fine marzo c&#8217;era una sua intervista che mi &#232; particolarmente piaciuta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wikipedia.org/search-redirect.php?language=it&go=Go&search=Fernando+Savater">Fernando Savater</a> &egrave; un filosofo spagnolo contemporaneo (&egrave; nato nel 1947) e insegna filosofia all&#8217;Universit&agrave; Complutense di Madrid.</p>
<p>Tra i suoi libri, <em>Etica per un figlio</em>, <em>I 10 comandamenti del ventunesimo secolo</em>, <em>La vita eterna</em>, e molti altri.</p>
<p>Perch&eacute; parlo di lui?</p>
<p>Perch&eacute; sul numero dell&#8217;Espresso di fine marzo c&#8217;era una sua intervista che mi &egrave; particolarmente piaciuta, in special modo, dove parlava di identit&agrave; nazionale.<br />
Non so se avete presente. Quella di cui si riempie la bocca la Lega Nord, la difesa del cristianesimo, del crocifisso attaccato sui muri, ecc. salvo poi discriminare i propri residenti che pagano le tasse, in italiani e stranieri, e a volte addirittura gli italiani stessi in chi ha pi&ugrave; o meno anni di residenza in una citt&agrave;.</p>
<p>Questi leghisti, sindaci, mi fanno veramente paura, ma quello che mi fa pi&ugrave; paura &egrave; che riescono a cavalcare lo scontento dei cittadini italiani facendolo ricadere sugli stranieri, come se il fatto che che gli stranieri abbiano maggiori diritti nelle graduatorie per case popolari o asili nido, fosse da far ricadere su questi, e non sul fatto che lo Stato preferisce spendere soldi verso altri lidi anzich&eacute; nel sociale.</p>
<p>Insomma, ecco un paio di risposte dei Savater sul tema che ho sopra citato.</p>
<p><em><strong>Ma come fare a conciliare l&#8217;identit&agrave; di un paese con le culture dei nuovi arrivati?</strong></em></p>
<p><em>Dovremmo dimenticarci dell&#8217;identit&agrave; nazionale e parlare invece di legge democratica. L&#8217;identit&agrave; dei paesi europei &egrave; la legislazione democratica. Dovremmo separare l&#8217;essere dallo stare. L&#8217;identit&agrave; rientra nella sfera dell&#8217;essere: ognuno di noi si considera cristiano, musulmano, ateo, affezionato all&#8217;arte, quello che &egrave;. Lo stare ha invece a che fare con il mondo di cui le diverse identit&agrave; convivono. La vera identit&agrave; democratica &egrave; il rispetto dei diritti che garantiscono il riconoscimento dell&#8217;istituzione democratica. Se l&#8217;identit&agrave; del singolo travalica l&#8217;identit&agrave; democratica allora bisogna intervenire. (&hellip;) La nostra identit&agrave; culturale deriva dalla separazione tra Chiesa e Stato, tra delitti e peccati. Le identit&agrave; che ci sono oggi devono sottomettersi all&#8217;identit&agrave; democratica: l&#8217;uguaglianza delle persone e la sperazione tra religione e politica. In Spagna il Partito Popolare vorrebbe che fosse firmata una legge speciale, il contratto d&#8217;integrazione, ma perch&eacute;? Non serve un contratto in pi&ugrave;: occorre che tutti rispettino le leggi del Paese.</em></p>
<p><strong><em>E con le nostre radici cristiane come la mettiamo?</em></strong></p>
<p><em>In Europa ci sono radici cristiane, ebraiche, musulmane. Fanno tutte parte dell&#8217;Europa. Non possiamo fare un&#8217; Europa &ldquo;&agrave; la carte&rdquo; che abbia solo le radici che piacciono a noi. La religione in una democrazia &egrave; un diritto di tutti e un dovere di nessuno. Questa &egrave; la nostra identit&agrave; culturale. Se la democrazia non &egrave; laica non &egrave; una democrazia, si converte in qualcos&#8217;altro, in una teocrazia leggera magari, ma di certo non &egrave; pi&ugrave; democrazia.</em></p>
<script type="text/javascript">  linkscolor = "000000";  highlightscolor = "888888";  backgroundcolor = "FFFFFF";  channel = "none";   </script><script type="text/javascript" src="http://www.addmarx.com/dynamicbookmark_compressed.php"></script><span><a onClick="clickDynamic1(this); return false;" href="http://www.addmarx.com"><img style="padding:0px; margin:0px" src="http://www.cinquantini.it/blog/wp-content/plugins/addmarx/sharebookmarx.png" border="0"></a></span><span style="position:absolute; z-index:1000001; margin-top:24px; margin-left:-127px; visibility:hidden;"><iframe id="addmarx_empty" scrolling="no" frameborder="0"></iframe></span><p class="addmarx_spacer"></p><!-- Please place the above code into your site where you want to have a bookmark/share/publicize link. Please do not change any of the code aside from the link text or image, or else the code may not work properly.  -->]]></content:encoded>
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		<title>Se questo è un&#8230; giornale</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 19:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mass media]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco due prime pagine del quotidiano (lo chiamo cos&#236; solo perch&#233; viene pubblicato ogni giorno) La Padania. Cosa c&#8217;&#232; di strano in queste due prime pagine? Per prima cosa bisogna leggere le date di pubblicazione: 14 gennaio la prima pagina a sx, 15 gennaio quella a dx.
 


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In_genere quando si prendono in mano dei giornali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco due prime pagine del quotidiano (lo chiamo cos&igrave; solo perch&eacute; viene pubblicato ogni giorno) La Padania. Cosa c&#8217;&egrave; di strano in queste due prime pagine? Per prima cosa bisogna leggere le date di pubblicazione: 14 gennaio la prima pagina a sx, 15 gennaio quella a dx.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.cinquantini.it/blog/wp-content/uploads/image/padania1.jpg"><img align="left" height="330" width="226" src="http://www.cinquantini.it/blog/wp-content/uploads/image/padania1.jpg" alt="Prima pagina La Padania del 14.01.2010" /></a> <a target="_blank" href="http://www.cinquantini.it/blog/wp-content/uploads/image/padania2.jpg"><img align="right" height="330" width="220" alt="Prima pagina La Padania del 15.01.2010" src="http://www.cinquantini.it/blog/wp-content/uploads/image/padania2.jpg" /></a></p>
<p>
</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In_genere quando si prendono in mano dei giornali a distanza di diversi anni, per capire di che periodo sono, &egrave; sufficiente leggere i titoli principali. Nel nostro caso, stiamo parlando di qualche giorno fa, potremmo fare l&#8217;operazione inversa: cosa &egrave; successo di molto importante? E poi andare a cercare la notizia sulla prima pagina del quotidiano. Non mi sembra ci voglia molto, no? Tutti i giornali italiani e del mondo fanno titoli e aprono le loro edizioni con quello che &egrave; successo a Haiti. Ecco, andiamo a cercare, sulla prima pagina della Padania, quella del giorno dopo il terremoto, la notizia della catastrofe che verosimilmente conter&agrave; pi&ugrave; di centomila morti. Per agevolare la ricerca vi consiglio una lente e poi andate a leggere la riga pi&ugrave; in basso nella prima pagina. Trovata? Una riga, quasi illeggibile, per dare notizia di una delle catastrofi pi&ugrave; gravi degli ultimi anni. Sar&agrave; perch&eacute; la notizia &egrave; arrivata poco prima della stampa del giornale? No! C&#8217;&egrave; stata tutta la giornata di tempo. Non si sono subito resi conto della gravit&agrave;? Neanche! Guardate la prima pagina di due giorni dopo. Provate a cercare il titolo della notizia. La lente stavolta &egrave; inutile: la notizia non c&#8217;&egrave; (almeno in prima pagina).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ora cerchiamo di analizzare gli eventuali motivi di questa scelta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sicuramente c&#8217;erano tutte notizie pi&ugrave; importanti. Visto il grande attaccamento e la devozione della Lega al cristianesimo, era sicuramente necessario mettere in risalto che quegli atei del Parlamento Europeo avevano impedito di far affiggere per legge il crocifisso nelle aule scolastiche, per il quale Borghezio si lamenta. Magari avrebbe potuto esserci posto nella stessa riga in basso? Eh no! Non si possono eliminare le nostre radici religiose e per questo non poteva certo mancare l&#8217;importante  notizia sul concorso per i presepi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">In fondo chi sono mai questi haitiani, saranno pure cattolici (per l&#8217;80% della popolazione), ma spesso contaminano il cattolicesimo con riti voodoo (sarebbe molto pi&ugrave; comprensibile contaminarli con riti celtici!), e poi hanno anche un altro difetto: sono per la maggior parte negri. Magari se fossero stati anche meno, ma uccisi dai cattivi musulmani (che ormai minacciano la nostra patria), come i <a href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/P6Q/P6QH3.pdf" target="_blank">cristiani copti massacrati in Egitto</a>, un titoletto se lo sarebbero meritato anche con foto di croci in fiamme.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questi, invece, saranno stati anche un po&#8217; di pi&ugrave;, ma in quello che &egrave; successo non c&#8217;entrano i musulmani, e poi, oltretutto, sono anche stranieri. Ce li hanno tutti i difetti. Ma non preoccupiamoci, non appena tenteranno di sbarcare sulle nostre coste riceveranno tutta la loro attenzione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per ora i leghisti sono occupati a difendere le nostre radici cristiane&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lega e burqa (niqab)</title>
		<link>http://www.cinquantini.it/2009/10/lega-e-burqa-niqab/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 10:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Lega non smentisce la propria lotta al diverso e in nome di una sua concezione di  legalit&#224; non perde occasione per andare all&#8217;attacco degli stranieri onesti, colpevoli di essere diversi dalla loro concezione di conformit&#224;. Ora l&#8217;attacco &#232; al burqa. Vogliono fare una legge che punisca chi indossa tale indumento.
Magari si pensa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Lega non smentisce la propria lotta al diverso e in nome di una sua concezione di  legalit&agrave; non perde occasione per andare all&rsquo;attacco degli stranieri onesti, colpevoli di essere diversi dalla loro concezione di conformit&agrave;. Ora l&#8217;attacco &egrave; al burqa. <a target="_blank" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/07/la-lega-legge-anti-burqa-in-cella.html">Vogliono fare una legge che punisca chi indossa tale indumento.</a><br />
Magari si pensa che voglia difendere i diritti delle donne, oppure qualche tipo di libert&agrave;, ma la vera ragione &egrave; combattere il diverso, in questo caso il due-volte diverso: straniero e di altra religione.<br />
Prima di affrontare l&#8217;argomento &egrave; necessario chiarire di cosa stiamo parlando. Il <em>hijab</em> &egrave; il velo tradizionale quello che vediamo spesso portato dalla maggior parte delle donne emigrate, quello che copre i capelli e lascia libera la faccia; il <em>niqab</em> &egrave; il tradizionale velo intorno ai capelli (il <em>hijab</em>), in genere con un velo ulteriore che copre il viso fino agli occhi; il <em>burqa</em> &egrave; una sorte di veste a lenzuolo che copre completamente la donna, lasciando un buco rettangolare, del tutto libero oppure con una specie di retina, al livello degli occhi (molto tradizionale in Afghanistan).<br />
La legge che si vorrebbe modificare &egrave; la cosiddetta legge Reale<sup>1</sup>, promulgata negli anni di piombo, il cui spirito era quello di permettere di riconoscere chi sparava addosso ai poliziotti durante le manifestazioni. Che poi abbia funzionato o meno &egrave; un altro discorso: andare a prendere un manifestante mascherato, dentro un corteo, effettivamente non era e non &egrave; la cosa pi&ugrave; saggia da fare. La legge, per lasciare ampi spazi di libert&agrave;, riservati specialmente alle nostra tradizioni nazionali (vedi anche carnevale), specifica che &egrave; perseguibile chi non si rende conoscibile &ldquo;senza giustificato motivo&rdquo;.</p>
<p>Se fosse una battaglia contro lo sfruttamento delle donne, sarebbe ben meritoria. Infatti favorevole a questa legge &egrave; Emma Bonino che non ha sicuramente intenti reconditi contro il <em>niqab</em>. Ma pensare che alla Lega interessi la libert&agrave; delle musulmane &egrave; un pio desiderio. Purtroppo quella della Lega &egrave; soltanto un seguito delle battaglie che sta portando avanti contro gli stranieri, delinquenti e non, senza alcun discernimento. La solita battaglia contro il diverso e per la cosiddetta tradizione cristiana di cui loro si considerano depositari, salvo poi divorziare, sposarsi con il rito celtico, respingere &ldquo;cristianamente&rdquo; i diseredati, ecc.<br />
Nelle osterie padane, se qualcosa esce leggermente dagli schemi, il cervello dei frequentatori va in cortocircuito: maschio-femmina, bianco-nero, italiano-straniero, cattolico-altra religione, ecc. <br />
Purtroppo la questione effettivamente &egrave; un po&rsquo; pi&ugrave; complicata del &ldquo;bianco-nero&rdquo;, limite invalicabile del cervello leghista, ci sono implicazioni un po&rsquo; pi&ugrave; profonde:<br />
1) La libert&agrave; della donna. <br />
2) La libert&agrave; di religione sancita dalla nostra Costituzione. <br />
3) Tutela della sicurezza pubblica</p>
<p>1)  Per iniziare, una piccola nota storica. &Egrave; necessario precisare che il velo &egrave; entrato nella cultura araba attraverso tradizioni cristiano-orientali dell&rsquo;impero Bizantino. Ma ancora prima dei bizantini gi&agrave; San Paolo aveva dettato delle norme che si sono mantenute fino a qualche anno fa, se non continuano in certi luoghi.<br />
<em>[3] Voglio per&ograve; che sappiate che di ogni uomo il capo &egrave; Cristo, e capo della donna &egrave; l&#8217;uomo, e capo di Cristo &egrave; Dio. [4] Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. [5] Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poich&eacute; &egrave; lo stesso che se fosse rasata. [6] Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se &egrave; vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. [7] L&#8217;uomo non deve coprirsi il capo, poich&eacute; egli &egrave; immagine e gloria di Dio; la donna invece &egrave; gloria dell&#8217;uomo. (Corinzi I, 11)</em><br />
&Egrave; evidente che obbligare la donna che si mette il <em>niqab</em> (o qualunque altro indumento) contro la sua volont&agrave;, &egrave; una illeggittimit&agrave; e va contro tutti i nostri principi di libert&agrave; che ci siamo guadagnati dalla Rivoluzione Francese in poi. <br />
Il significato &ldquo;ufficiale&rdquo; di tale indumento &egrave; nascondere agli occhi estranei le parti belle della propria persona, affinch&eacute; le donne possano mostrarsi nella loro interezza solo al marito e ai familiari. Attualmente &egrave; diventata anche un affermazione della propria identit&agrave;. A questo c&#8217;&egrave; da aggiungere anche un retrosignificato antropologico. In pratica, una forma di erotismo: nascondere per far immaginare, eccitare. Spesso gli occhi di queste donne sono truccati, e il trucco degli occhi non serve altro che a accentrare l&#8217;attenzione sull&#8217;iride, visto che le pupille sono segnali di disponibilit&agrave; sessuale: la pupilla di fronte alla vista del proprio partner (o di qualcuno che piace) si dilata. Insomma una scelta di &ldquo;piacere&rdquo; al proprio uomo, come potrebbe essere quello di indossare scarpe con tacchi a spillo. Quante donne &ldquo;nostrane&rdquo; li indossano? Naturalmente loro dicono che &egrave; una loro libera scelta e che si sentono a loro agio indossando qualcosa che piace loro. Ma il fatto &egrave; che essi sono anche un segnale erotico molto forte per gli uomini. Perch&eacute; nessuno vuole liberare le donne dalla tortura dei tacchi a spillo? <br />
Neanche quella ex parlamentare di destra, che va predicando di voler dare la precedenza agli italiani nell&#8217;assegnazione di alcuni diritti (provenienti da tasse pagate), ma che va matta per le scarpe con tacchi stratosferici.<br />
Probabilmente la maggioranza delle donne non &egrave; cosciente di questo &ldquo;segnale&rdquo;, come non si rendono conto che ogni indumento viene &ldquo;costruito&rdquo; da secoli per attirare il membro della specie di sesso opposto. Il coprirsi le spalle, o il divieto di entrare nelle chiese in calzoncini, non &egrave; che coprire segnali sessuali&#8230; Perch&eacute; nessuno si scandalizza di questi stupidi divieti?<br />
Alcuni obietteranno che le donne cattoliche portano il velo solo in chiesa, o nelle celebrazioni religiose all&#8217;aperto. Ma il concetto di rapporto con dio non &egrave; per tutte le religioni uguale, i cattolici, sembra, che una volta usciti dalla chiesa lo rallentino, ma ci sono religioni in cui &egrave; un rapporto continuo anche negli atti quotidiani. Per un confronto si pensi alle suore che, anche se escono dal convento non si mettono in &ldquo;borghese&rdquo;. Molte donne si sentirebbero sottomesse anche se indossassero gli abiti monacali, ma nessuno si scandalizza di vedere nelle strade queste monache coperte dalla testa ai piedi con solo la faccia visibile.<br />
Il perch&eacute; mi sembra evidente: una persona maggiorenne &egrave; padrona di indossare ci&ograve; che vuole. Ma allo stesso modo, perci&ograve;, deve essere libera chi volesse indossare il <em>niqab</em>, no? Naturalmente la Lega pensa che chi &egrave; ospite in casa d&#8217;altri debba comportarsi da ospite e per questo tutti quelli che deviano un po&rsquo; dalle loro concezioni di conformit&agrave; dovrebbero tornare a casa loro e non verrebbe mai nella loro povera mente che magari tra i musulmani ci potrebbero essere anche italiani con i loro stessi diritti. Se tutte le ragazze musulmane immigrate, indossassero scarpe con tacchi a spillo sicuramente non si scandalizzerebbero, se queste ragazze partecipassero alle selezioni per diventare veline, o a festini in ville varie, tanto meno&#8230;<br />
Il problema potrebbe nascere con le ragazze minorenni. Imporre un indumento ad una minorenne non &egrave; che sia il massimo esercizio di libert&agrave;, ma se qualcuno appartiene ad una religione deve poter essere libero di seguirla nei suoi precetti. Non mi pare che si scandalizzi quando si &ldquo;obbligano&rdquo; i propri figli ad andare a messa (se non ne hanno voglia) o a frequentare il catechismo (invece di andare a giocare).<br />
Mi pare che la maggioranza dei credenti pensa che sia giusto inculcare la propria religione nelle menti dei bambini, fin dalla nascita, e quindi perch&eacute; scandalizzarsi se una religione fa vestire in qualche modo i propri figli? O forse che bisogna educare solo a quella che si considera la &ldquo;vera religione&rdquo;? (Naturalmente si tratterebbe di quella cristiana, per la maggioranza degli italiani). Come si vede la questione alla base del rapporto con i minorenni &egrave; se sia o meno giusto educarli religiosamente (su questo tema si legga <a target="_blank" href="http://www.cinquantini.it/2009/05/i-bambini-e-la-religione/">qui</a>).</p>
<p>2) La Costituzione, questo assurdo ostacolo di fronte alla Lega, che, se potessero, modificherebbero anche nella prima parte, sancisce che tutte le religioni sono sullo stesso piano. Probabilmente nelle loro osterie non &egrave; un libro molto presente sui tavoli e quindi non lo sanno, ed infatti, ovunque amministrino, cercano di impedire che vengano costruite nuove moschee.<br />
Ogni cittadino &egrave; <strong>libero</strong> di professare la religione che vuole. Ed a questa libert&agrave; seguono i precetti di tale religione, validi fino alla salvaguardia della salute dell&rsquo;individuo. Quest&#8217;ultima salvaguardia addirittura perde vigore fondendosi con il diritto a rifiutare le cure.<br />
Quindi, impedendo ad un individuo di indossare un indumento previsto dalla propria religione, si limita la libert&agrave; di religione. Stiamo parlando di persone che&nbsp; lo indossano di propria volont&agrave;, naturalmente. Sempre in questo caso, se impedissimo di indossare un indumento con l&#8217;intenzione di &ldquo;liberare&rdquo; la donna da questo obbligo (nonostante il suo rifiuto) non sarebbe come voler impedire alle monache di clausura (o ai monaci) di rinchiudersi in un convento a vita senza avere rapporti con l&#8217;esterno ? Una specie di &ldquo;esportazione della libert&agrave;&rdquo; di triste memoria. E se pensiamo a che vita fanno dentro questi conventi, mi pare chiaro che &egrave; preferibile andare vestiti con un velo che stare tutta la vita rinchiusi spesso anche mortificando la carne.. Oppure &egrave; pi&ugrave; ragionevole che una donna si sottometta ad una entit&agrave; &ldquo;immaginaria&rdquo;? La lega naturalmente non ci ha neanche pensato in quanto nella sua mente non alberga minimamente il concetto di libert&agrave; della donna.</p>
<p>3) Il problema della sicurezza e la legge Reale<sup>1</sup> sembra che in qualche modo siano nati con il terrorismo. Infatti prima di tale periodo non se ne sentiva il bisogno. Attualmente, a parte durante le manifestazioni, dei posti delicati per andare con il volto coperto potrebbero alcune citt&agrave; italiane (ad alta densit&agrave; delinquenziale), dove chi gira con il casco integrale desta forti sospetti di essere uno scippatore o un killer (ma in genere i rapinatori o scippatori cercano di passare inosservati e vedere una donna in niqab sulla motocicletta sarebbe un po&#8217; estemporaneo). Altra ipotesi &quot;delicata&quot;  pi&ugrave; verosimile, potrebbe essere la banca, dove per&ograve; potrebbe essere stabilito di farsi riconoscere prima di entrare.  Una volta all&#8217;interno &egrave; naturale che per le operazioni gli impiegati debbano identificare l&#8217;eventuale cliente. Stesso discorso vale  anche in qualunque ufficio pubblico o a richiesta di pubblici ufficiali: le donne velate debbano mostrare l&#8217;intera faccia per poter essere riconosciute. Ma questo accade gi&agrave; ora.</p>
<p>Analizzati i suddetti punti, quali sono le principali riflessioni?<br />
La vera priorit&agrave; &egrave; la libert&agrave; dell&rsquo;individuo, nel nostro caso della donna (fino a che non limiti la libert&agrave; altrui). Questa dovrebbe essere la linea guida per salvaguardare questa libert&agrave;. Purtroppo, la Lega, pur essendo alleata al Popolo delle (cosiddette) Libert&agrave; (sic!), salvaguarda solo le libert&agrave; che pi&ugrave; l&#8217;aggradano, mentre quelle individuali vorrebbero limitarle, specie quando si tratta di libert&agrave; laiche o (altrimenti) religiose.<br />
Subito dopo viene la libert&agrave; di religione che &egrave; subordinata alla libert&agrave; dell&rsquo;individuo. Quindi principalmente deve essere salvaguardata la libert&agrave; di scegliere. Poich&eacute; per&ograve; tale libert&agrave; a volte &egrave; nascosta dalla sottomissione della donna alla propria famiglia, bisognerebbe probabilmente creare una legge ad hoc, che punisca chi obblighi la propria moglie o familiare ad indossarlo, contro la sua volont&agrave;, magari rendendo la denuncia non remissibile, come gi&agrave; accade per la violenza sessuale, per la ragione che sotto la pressione dei familiari potrebbero &ldquo;ripensarci&rdquo;.<br />
Inoltre, affinch&eacute; lo Stato, dovendo restare laico, non arrivi a compiacere ogni tipo di precetto religioso, che in genere sono retaggi superstiziosi,  una buona soluzione potrebbe essere quella adottata dalla Francia: in luoghi appartenenti alla Pubblica Amministrazione, scuole, uffici statali, piscine pubbliche, ospedali, ecc., non viene riconosciuta, n&eacute;, tantomeno, preferita, alcuna religione e non &egrave; permesso entrarci con simboli religiosi, ci&ograve; per &ldquo;rendere libere&rdquo; le donne che sono costrette, loro malgrado, ad indossare indumenti non graditi o a comportamenti dettati da retaggi religiosi, come ad esempio non poter essere visitate da medici uomini.<br />
Quest&#8217;ultima sarebbe probabilmente la soluzione ideale ma in questa repubblica in cui la &quot;sana laicit&agrave;&quot; viene definita dalla Chiesa Cattolica non la vedo ancora praticabile. E cos&igrave; in Italia ci ritroviamo con la tendenza opposta. Assecondare tutti i precetti religiosi per una malintesa libert&agrave; di culto.</p>
<hr />
<p>Note</p>
<p>1) Legge n.152 del22 maggio 1975, Art.11:<br />
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	<!--
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	</style>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em>&Egrave; vietato l&rsquo;uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico senza gisutificato motivo. &Egrave; in ogni caso vietato l&rsquo;uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne di carattere sportivo.(&#8230;)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quousque tandem&#8230;?</title>
		<link>http://www.cinquantini.it/2009/05/quousque-tandem/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 15:51:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[populismo]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[segregazione razziale]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi conosce Rosa Parks? Magari il nome non dir&#224; niente ma forse se si racconta la storia a cui ha preso parte, a molti verr&#224; in mente.
Nel 1955 nell&#8217;America ancora razzista e segregazionista, Rosa Parks, prese l&#8217;autobus per tornare a casa dopo una giornata di lavoro. Gli autobus a quell&#8217;epoca erano divisi in due parti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi conosce Rosa Parks? Magari il nome non dir&agrave; niente ma forse se si racconta la storia a cui ha preso parte, a molti verr&agrave; in mente.</p>
<p>Nel 1955 nell&#8217;America ancora razzista e segregazionista, Rosa Parks, prese l&#8217;autobus per tornare a casa dopo una giornata di lavoro. Gli autobus a quell&#8217;epoca erano divisi in due parti, una per i neri e una per i bianchi. Poich&eacute; la parte riservata ai neri era piena, scelse un posto nella sezione riservata ai bianchi, che in quel momento era libero. Quando, ad una fermata successiva, salirono altri bianchi, questi ultimi protestarono con l&#8217;autista in quanto non c&#8217;era pi&ugrave; posto e pretendevano che la Parks si alzasse per lasciare il posto a uno di loro. La Parks si rifiut&ograve; e, dopo che fu chiamata la Polizia, fu arrestata, per violazione della legge cittadina sulla segregazione. Cominci&ograve; allora un boicottaggio dei mezzi pubblici da parte degli afroamericani che dur&ograve; 381 giorni fino a che la legge non fu abrogata. Nel 1956 la Corte Suprema degli Stati Uniti, decidendo sul caso Parks, dichiar&ograve; incostituzionale la legge sulla segregazione razziale.</p>
<p>In questi giorni sembra di essere tornati indietro di pi&ugrave; di 50 anni, a quell&#8217;epoca in America, o, peggio, ai tempi delle leggi razziali in Italia, quando in alcuni esercizi pubblici era affisso un avviso nel quale c&#8217;era scritto &ldquo;vietato l&#8217;ingresso ai cani e agli ebrei&rdquo;.</p>
<p>Questo viaggio nel tempo &egrave; riuscito a farmelo fare un elemento come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Matteo_Salvini" target="_blank">Matteo Salvini</a>, attuale consigliere della Lega Nord al comune di Milano. Non so se ce l&#8217;avete presente: quando parla sembra che abbia la voce impostata da macho.<br />
Cosa ha fatto il Salvini? <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/metro-riservata-milanesi/metro-riservata-milanesi/metro-riservata-milanesi.html" target="_blank">Ha proposto </a>di riservare dei vagoni sulla metro di Milano ai milanesi, poi una compagna di partito, una certa Raffaella Piccinni &egrave; andata anche pi&ugrave; in l&agrave;, come se la proposta del Salvini non fosse abbastanza chiara: &ldquo;Bisognerebbe riservare dei vagoni agli extracomunitari&rdquo;. E Berlusconi che fa? <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/metro-riservata-milanesi/fini-salvini/fini-salvini.html" target="_blank">Minimizza</a>, &egrave; solo una battuta (magari lui &egrave; abituato alle sue grandiosi battute), e come al solito <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/metro-riservata-milanesi/fini-salvini/fini-salvini.html" target="_blank">chi alza la voce</a> contro queste derive razziste &egrave; il presidente della Camera, Fini.</p>
<p>&Egrave; una vergogna! Come possono esistere tali elementi all&#8217;interno di un consiglio comunale, o addirittura in Parlamento? Come &egrave; possibile che un Paese che ha avuto milioni di emigranti possa aver scelto di essere rappresentato da tali elementi. Fino a quando continueremo a tollerare questa xenofobia che aumenta sempre pi&ugrave;? Dovremo per caso rivedere le stelle di triste memoria da cucire sulle giacche, per cominciare a capire che abbiamo raggiunto il limite?</p>
<p>Piccola nota a margine: chiss&agrave; gli svizzeri o gli americani in che posto dovrebbero sedersi? Ma forse per loro sarebbe solo un contrappasso, viste quante ne hanno fatte passare ai nostri emigrati&#8230;</p>
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		<title>Xenofobia galoppante</title>
		<link>http://www.cinquantini.it/2009/02/xenofobia-galoppante/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 11:02:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[ricongiungimento familiare]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[xenofobia]]></category>

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		<description><![CDATA[Hanno tentato di impedire i ricongiungimenti agli stranieri fino a dopo il 5° anno di permanenza in Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I dubbi che avevo sulla xenofobia o meno dei provvedimenti sull&#8217;immigrazione, sembra che possano essere fugati dal DDL &quot;Disposizioni in materia di sicurezza pubblica&quot; che &egrave; in approvazione in Parlamento. Ora ne sono certo. Quando la maggioranza &egrave; andata sotto in Senato su tre emendamenti, si &egrave; parlato per lo pi&ugrave; di due, senza dare troppa importanza al terzo. I primi due erano, uno sulla permanenza nei CPT, che veniva alzata a 18 mesi, e l&#8217;altro sulla disponibilit&agrave; di una somma abbastanza elevata per intraprendere l&#8217;attivit&agrave; di lavoro autonomo. Sicuramente discutibili, ma quello che a me ha sorpreso di pi&ugrave; &egrave; stata l&#8217;indifferenza al terzo punto che fortunatamente non &egrave; stato approvato (la sorpresa qui dovrebbe essere stata la piccola differenza di voti, invece che un&#8217;alzata di scudi da parte dei partiti della maggioranza con un po&#8217; di responsabilit&agrave;). Volevano permettere il ricongiungimento familiare solo a partire dal 5&deg; anno di permanenza. In pratica, uno straniero viene a lavorare in Italia e pu&ograve; portare la famiglia solo dopo 5 anni. Ditemi se questa non &egrave; pura xenofobia. Non ci &egrave; bastato quanto hanno sofferto i nostri emigranti con figli rinchiusi nascosti in casa per anni (&egrave; appena uscito uno studio svizzero sui figli degli emigranti italiani che fino agli anni 90 non avevano il diritto di portarei familiari e che pertanto spesso hanno fatto entrare clandestinamente i figli per tenerli chiusi in casa per mesi).</p>
<p>Che la normativa possa essere migliorata e possano essere messi dei paletti un po&#8217; pi&ugrave; stretti per far s&igrave; che chi fa venire i propri familiare abbia sicuramente le risorse economiche per mantenerli, non ci sono dubbi, ma un modifica del genere volta a limitare il ricongiungimento a tutti senza distinzioni &egrave; <strong>vergognosa</strong>. Li si tratta come macchine per lavorare, come braccia svincolate dai rapporti sociali. Sembra veramente che tali decreti vengano effettivamente scritti in osterie dopo aver ascoltato il parere dei clienti abbevazzati che vorrebbero buttarli tutti a mare, salvo poi sfruttarli per le proprie attivit&agrave;.</p>
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		<title>Populismo di bassa&#8230; Lega</title>
		<link>http://www.cinquantini.it/2009/02/populismo-di-bassa-lega/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 15:35:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[asili nido]]></category>
		<category><![CDATA[case popolari]]></category>
		<category><![CDATA[populismo]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante le ultime elezioni un partito politico appena nato (da una scissione da AN), La Destra, ha fatto una campagna elettorale fondata sulle promesse di dare la precedenza agli italiani nell&#8217;assegnazone delle case popolari o di posti negli asili nido. Questo anche per cercare di sopravanzare le promesse della Lega e di cercare cos&#236; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante le ultime elezioni un partito politico appena nato (da una scissione da AN), La Destra, ha fatto una campagna elettorale fondata sulle promesse di dare la precedenza agli italiani nell&rsquo;assegnazone delle case popolari o di posti negli asili nido. Questo anche per cercare di sopravanzare le promesse della Lega e di cercare cos&igrave; di prenderle i voti. Tali argomenti sono per&ograve; fondamentali nelle citt&agrave; dove la Lega governa e dove cercano di metterli in atto, spesso senza riuscirci (come &egrave; accaduto per la citt&agrave; di Brescia dove volevano riservare delle agevolazioni per i neonati solo agli italiani).</p>
<p>Se non ci si riflette sufficientemente si &egrave; portati a condividere tali promesse, anche se si &egrave; di tendenza politicamente opposta, ma solo un po&rsquo; di ragionamento basta per mostrare come tale politica sia ingiusta, demagogica e populista.</p>
<p align="left" style="margin-bottom: 0cm;">Riflettiamoci un po&rsquo; su.</p>
<p align="left">Sei un operaio italiano, e vieni chiamato in Belgio per lavorare nelle miniere (dove i belgi non vogliono lavorare). Ti fanno una richiesta di assunzione e parti. Arrivato in Belgio cominci a lavorare e a pagare le tasse sullo stipendio che prendi come i tuoi colleghi belgi. A questo punto per&ograve; ti dicono: tu non puoi ricevere una casa popolare perch&eacute; non sei belga.<br />
Ma tu non paghi le stesse tasse del tuo collega che vanno nelle casse dello Stato per dare dei servizi?<br />
Sei solo, all&#8217;estero, e decidi di portare la tua famiglia per vivere insieme. Penso sia un diritto fondamentale, non so se sarete d&#8217;accordo. Dopo aver dimostrato di avere tutte le carte in regola per mantenerla la fai venire. Quando i tuoi figli sono qua, tu vorresti mandarli all&#8217;asilo, magari anche per poter far lavorare tua moglie e dare un futuro migliore ai tuoi figli.<br />
Ma ti dicono: tu sei italiano e solo i belgi possono andare all&#8217;asilo nido. Ma come? Non paghi pure tu le stesse tasse?<br />
In Italia spesso gli stranieri sopravanzano gli italiani nelle graduatorie delle case o degli asili, in quanto guadagnano (o dichiarano) meno degli italiani. Allora per ovviare a queste &quot;ingiustizie&quot; cosa pensano alcuni politici? Togliamo dei diritti agli stranieri! In fondo &egrave; la soluzione pi&ugrave; facile e quella pi&ugrave; visibile, e fondamentalmente la pi&ugrave; demagogica: gli italiani DOC esultano: qualcuno ci difende ancora (E&#8217; come gridare alla pena di morte non appena succede un delitto efferato).<br />
Non &egrave; che questi politici pensano, ma come mai ci sono questi problemi? Non sar&agrave; perch&eacute; non ci sono abbastanza asili nido, oppure abbastanza case popolari? Se ce ne fossero abbastanza queste tensioni pensi che continuerebbero ad esserci?<br />
Inoltre non ci si chiede perch&eacute; dichiarano salari pi&ugrave; bassi? Se guadagnassero tutti secondo contratto, come gl&#8217;italiani, quest&#8217;ultimi non sarebbero competitivi come gli stranieri nelle graduatorie? Ma non &egrave; che agli imprenditori italiani (certo non tutti) fa pi&ugrave; comodo pagarli in nero una parte dello stipendio per pagare meno tasse? Certo a quel punto fa comodo anche allo straniero, ma se il datore di lavoro decide di fare tutto alla luce del sole, lo straniero non pu&ograve; esimersi dal pagare tutte le tasse.</p>
<p align="left" style="margin-bottom: 0cm;">E allora se devo scandalizzarmi per dei diritti che derivano da valori quali la solidariet&agrave; e la tolleranza, preferisco indignarmi per gli sprechi veri derivanti da opere incompiute o da opere che, fatte all&#8217;estero, costano un decimo di quelle fatte in Italia, da appalti che lievitano anche per il pagamento di mazzette, dai costi del &ldquo;palazzo&rdquo; che ogni volta, promettono di diminuire e invece aumentano sempre, della poca memoria che si ha quando si dice che la maggior parte degli inquisiti per tangentopoli sono stati assolti, da condannati che vengono candidati, da una tassa che pago sulla bolletta elettrica per lo sviluppo della ricerca sulle fonti energetiche rinnovabili che vanno anche ai petrolieri, dal fatto che si considera risolto il problema dei rifiuti solo con la costruzione di inceneritori -senza pensare che si deve cambiare mentalit&agrave; e risolvere il problema a monte, non producendo rifiuti inutili e consumare meno e mi fermo qui.</p>
<script type="text/javascript">  linkscolor = "000000";  highlightscolor = "888888";  backgroundcolor = "FFFFFF";  channel = "none";   </script><script type="text/javascript" src="http://www.addmarx.com/dynamicbookmark_compressed.php"></script><span><a onClick="clickDynamic1(this); return false;" href="http://www.addmarx.com"><img style="padding:0px; margin:0px" src="http://www.cinquantini.it/blog/wp-content/plugins/addmarx/sharebookmarx.png" border="0"></a></span><span style="position:absolute; z-index:1000001; margin-top:24px; margin-left:-127px; visibility:hidden;"><iframe id="addmarx_empty" scrolling="no" frameborder="0"></iframe></span><p class="addmarx_spacer"></p><!-- Please place the above code into your site where you want to have a bookmark/share/publicize link. Please do not change any of the code aside from the link text or image, or else the code may not work properly.  -->]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La questione&#8230; &#8220;immigrazionale&#8221;</title>
		<link>http://www.cinquantini.it/2009/02/la-questione-immigrazionale/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 18:14:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[permesso di soggiorno]]></category>
		<category><![CDATA[regolarizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[sanatoria]]></category>
		<category><![CDATA[tassa sul permesso di soggiorno]]></category>
		<category><![CDATA[uffici immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Situazione degli immigrati stranieri in Italia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">Per poter comprendere appieno la situazione che si &egrave; venuta a creare nella questione dell&rsquo;immigrazione, &egrave; necessario spiegare bene la cronistoria di questo fenomeno dalla fine degli anni 90 ad oggi. In questo caso sar&agrave; pi&ugrave; comprensibile come le scelte attuali del governo, proposte dalla Lega Nord ed accettate (forse controvoglia) dagli altri partiti della coalizione, siano da considerare se non xenofobe altamente lesive della loro condizione. E vorrei sottolineare che parleremo degli stranieri regolarmente soggiornanti, quindi con un lavoro e un permesso di soggiorno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Stanno facendo una politica volta ad ostacolare la vita degli immigrati, quasi a cercare di cacciarli con le &ldquo;dovute maniere&rdquo;, visto che non sarebbe possibile espellerli.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tutta la questione nasce da un&rsquo;ipocrisia fondamentale. Il fenomeno dell&rsquo;immigrazione &egrave; cresciuto negli ultimi anni esponenzialmente, anche grazie alle regolarizzazioni del 1998 e 2002 (quest&rsquo;ultima la maggiore di sempre). A fronte di quest&rsquo;aumento di presenze straniere non &egrave; corrisposto un aumento di presenze negli Uffici Immigrazione delle Questure, e i dipendenti si sono trovati ad affrontare la situazione con lo stesso personale o con qualche elemento in pi&ugrave;. Oltre a tale aumento, dovuto alle regolarizzazioni e ai flussi annuali, la legge Turco-Napolitano &egrave; stata modificata dalla Bossi-Fini in senso pi&ugrave; restrittivo abbreviando la durata del permesso di soggiorno da un massimo di 4 anni ad un massimo di 2 anni (per gli stranieri con un contratto di lavoro a tempo indeterminato) e di 1 anno per quelli con contratto a tempo determinato. Evidentemente tale modifica ha comportato un maggior carico di lavoro (gli stranieri che prima rinnovavano ogni quattro anni ora rinnovano ogni due, quando va bene, ma sappiamo bene tutti che attualmente neanche per un italiano &egrave; facile avere un lavoro a tempo indeterminato, figuriamoci per uno straniero) e i permessi che in passato venivano rilasciati nello spazio di 20-30 giorni, con queste modifiche, ora vengono rilasciati, nelle grandi questure, in cinque o sei mesi. Tale aumento di mole di lavoro ha fatto s&igrave; che gli stranieri si riversassero in massa presso gli Uffici Immigrazione, i quali a loro volta hanno dovuto contingentare il numero degli stranieri ricevuti ogni giorno, provocando cos&igrave; le famose file fuori degli uffici immigrazione gi&agrave; dalle 2-3 del mattino. Ad un certo punto questa situazione &egrave; esplosa e il governo di allora, di centrodestra, forse per aiutare anche le Poste SpA, presiedute da un loro &ldquo;uomo&rdquo;, ha ideato un sistema per ricevere le domande e smistarle alle varie questure, alla modica spesa di 30 &euro;, attraverso gli uffici postali. Cos&igrave; sono sparite le vergognose file notturne, le azioni Poste Spa sono aumentate e sono nati altri tipi di problemi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Infatti nello stesso periodo, dopo anni di solleciti, l&rsquo;Italia si &egrave; dovuta uniformare all&rsquo;Unione Europea e passare dai permessi di soggiorno cartacei a quelli formato bancomat. Tale cambiamento ha modificato le modalit&agrave; di rilascio e di stampa, che &egrave; passata al Poligrafico dello Stato. Con questi cambiamenti, comprensibilmente, i tempi di rilascio sono lievitati ancora e, come se non bastasse, l&rsquo;introduzione di nuovi software per organizzare tutto il lavoro e il loro malfunzionamento (anche a causa del naturale rodaggio) hanno ulteriormente aggravato la situazione: si &egrave; arrivati, nel peggiore dei casi (questure pi&ugrave; grandi) a dare appuntamenti a uno-due anni di distanza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tutto questo disagio a fronte di una legge che dispone il rilascio del titolo di soggiorno in 20 giorni e a fronte di una spesa, prevista per il rilascio di ogni permesso, di 72 &euro; (30 &euro; per l&rsquo;assicurata postale, 14,64 &euro; la marca da bollo, 27,50 &euro; il prezzo della stampa del permesso).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Come se ci&ograve; non bastasse, grazie all&rsquo;infinita bont&agrave; del governo, con l&rsquo;ultimo decreto, in approvazione in questi giorni, definito &ldquo;sulla sicurezza&rdquo; (ma cosa c&rsquo;entra la sicurezza con gli stranieri regolari?), &egrave; stato previsto un ulteriore balzello, eufemisticamente chiamato &ldquo;contributo&rdquo;. Tale contributo sar&agrave; molto probabilmente di 80 &euro; per ogni permesso rilasciato (avrebbe potuto arrivare a 200 &euro;!) e tale somma contribuir&agrave; alla spesa per il rimpatrio degli irregolari: in pratica gli onesti e regolari verranno tassati a causa degli irregolari&#8230; Sic!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E cos&igrave; una famiglia, ad esempio di un bracciante agricolo (in genere a chi lavora in agricoltura, nel 99% dei casi, viene fatto un contratto a tempo determinato) con moglie e due figli superiori a 14 anni, ogni anno dovr&agrave; pagare 608 &euro; (Seicentootto!) per rispettare un obbligo dettato dalla legge. Ma questa &egrave; una politica dura contro i clandestini o &egrave; fatta anche per rendere la vita difficile ai lavoratori stranieri? Questa specie di balzello non &egrave; del tutto assente in Europa, ma dove &egrave; presente (in pochi stati), almeno d&agrave; in cambio un servizio veloce, con un rilascio del permesso in termini &ldquo;umani&rdquo; e non come in Italia dove in alcuni casi si &egrave; arrivati ad attese fino a due anni. Ci&ograve; significa anche, per inciso, che nel periodo dell&#8217;attesa lo straniero non potr&agrave; recarsi all&#8217;estero (nei Paesi Schengen), magari per far visita a suoi parenti, e neanche nel suo Paese d&#8217;origine, se non con viaggio diretto, a meno che non richieda un permesso di soggiorno provvisorio che andr&agrave; a gravare, di conseguenza, ancor di pi&ugrave; sul ritardo dei permessi normali.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Giudicate voi se queste sono condizioni da paese civile appartenente ai 7 paesi pi&ugrave; industriali del mondo.</p>
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