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	<title>Blog di Pier Luigi Cinquantini &#187; Costituzione</title>
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	<description>Credo nella religione del dubbio. Ecco, questa è la mia religione. (Piero Gobetti)</description>
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		<title>Crocifissi e minareti (1)</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 14:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Laicità]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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		<category><![CDATA[bambini e religione]]></category>
		<category><![CDATA[Convenzione Europea Diritti dell'Uomo]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo il referendum che ha deciso di non pemettere la costruzione di ulteriori minareti in Svizzera, la Chiesa in uno slancio di solidariet&#224; ha condannato il no, deciso dagli svizzeri, comparandolo alla sentenza della Corte Europea sul crocifisso nelle nostre scuole, come se le due cose siano le facce della stessa intolleranza religiosa. Analizziamo un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il referendum che ha deciso di non pemettere la costruzione di ulteriori minareti in Svizzera, la Chiesa in uno slancio di solidariet&agrave; ha condannato il no, deciso dagli svizzeri, comparandolo alla sentenza della Corte Europea sul crocifisso nelle nostre scuole, come se le due cose siano le facce della stessa intolleranza religiosa. Analizziamo un po&#8217; pi&ugrave; a fondo cosa &egrave; successo.</p>
<p>Cominciamo con il chiarire alcuni concetti riguardo alla laicit&agrave; di uno Stato.<br />
Uno Stato se non &egrave; confessionale (come poteva essere ad esempio lo Stato Pontificio, oppure com&#8217;&egrave; l&#8217;Arabia, o anche l&#8217;Iran), non deve decidere qual &egrave; la vera religione, checch&eacute; siano le sue origini o tradizioni, ad esempio se in passato sia stato confessionale. Tra i fondamenti della Dichiarazione Universale dell&#8217;Uomo c&#8217;&egrave; la libert&agrave; di religione: Art. 2 <em>&quot;Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libert&agrave; enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione,(&#8230;)</em>&quot;. Questo articolo non &egrave; solo valido in attivo: &ldquo;non deve essere perseguitato chi professa una religione&rdquo;, anche in passivo: &ldquo;io, Stato, non posso fare preferenze per una o l&#8217;altra religione&rdquo; (tra l&#8217;altro questo concetto &egrave; espresso nella nostra Costituzione ed &egrave; stato ribadito da diverse sentenze della Corte Costituzionale). Quindi mi pare chiaro che non &egrave; compito dello Stato scegliere la religione migliore, ma quello di tutelare le coscienze dei suoi cittadini quando scelgono di professare una religione.</p>
<p>Concetti che sono stati faticosamente raggiunti dalla Rivoluzione Francese in poi (in Italia dall&#8217;Unit&agrave; e poi, dopo l&#8217;intervallo del Fascismo, dal &#8216;48 in poi). La Convenzione Europea dei Diritti dell&#8217; Uuomo (d&#8217;ora in poi citata come CEDU), che in pratica richiama i concetti della dichiarazione universale, &egrave; stata sottoscritta anche dall&#8217;Italia ed infatti nella Corte Europea c&#8217;&egrave; anche il nostro rappresentate. Questa Corte &egrave; l&#8217;organo di controllo sulla osservanza di questa Convenzione.<br />
Tutti si scaldano e parlano spesso a vanvera con prese di posizione a volte da far venire i capelli dritti, a cominciare dal ministro della difesa (vedi video alla fine del post).</p>
<p>Per questo forse &egrave; meglio fare un po&#8217; di chiarezza. Perch&eacute; c&#8217;&egrave; stata questa sentenza?</p>
<p>In principio ci fu un ricorso di una famiglia di Abano Terme che contestava la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche frequentate dai propri figli. Dopo aver ottenuto il rifiuto di rimuoverli da parte dei dirigenti scolastici ci furono vari ricorsi, al TAR, al Consiglio di Stato, che si conclusero alla Corte Costituzionale, che nel 2004 si pronunci&ograve; dicendo che siccome il crocifisso non era previsto per legge, ma solo da regolamenti, la Corte Suprema non poteva pronunciarsi.</p>
<p>Cos&igrave; la famiglia si rivolse alla CEDU.</p>
<p>Si appell&ograve; all&#8217;art.2 (Protocollo 1) della Convenzione: &quot;<em>Il diritto all&#8217;istruzione non pu&ograve; essere rifiutato a nessuno. Lo Stato, nell&#8217;esercizio delle funzioni che assume nel campo dell&#8217;educazione e dell&#8217;insegnamento, deve rispettare il diritto dei genitori di assicurare tale educazione e tale insegnamento secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche</em>&quot;.</p>
<p>In pratica, voglio che i miei figli vadano a scuola e questo non mi pu&ograve; essere rifiutato. Inoltre ho diritto che siano istruiti secondo le mie convinzioni religiose (o filosofiche).</p>
<p>Si appell&ograve; anche all&#8217;art.9 della Convenzione stessa: <em>&quot;1. Ogni persona ha diritto alla libert&agrave; di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libert&agrave; di cambiare religione o credo, cos&igrave; come la libert&agrave; di manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l&#8217;insegnamento, le pratiche e l&#8217;osservanza dei riti.<br />
2.La libert&agrave; di manifestare la propria religione o il proprio credo non pu&ograve; essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e costituiscono misure necessarie, in una societ&agrave; democratica, per la pubblica sicurezza, la protezione dell&#8217;ordine, della salute o della morale pubblica, o per la protezione dei diritti e della libert&agrave; altrui&quot;.</em></p>
<p>In altre parole, voglio essere libero, e con me i miei figli, di professare la religione (o la non religione) che io desidero. Il fatto che lo Stato scelga di esporre il simbolo di una religione in una scuola, significa che lo Stato ha preferenze per una professione religiosa e quindi limita la libert&agrave; di chi voglia istruire i propri figli secondo una concezione religiosa o filosofica diversa dalla cattolica. E il fatto che il crocifisso abbia altre chiavi di lettura, non significa che abbia perso i suoi connotati religiosi che restano sempre fortissime. Quindi si pu&ograve; immaginare che un bambino che veda il crocifisso su un luogo pubblico, sia portato a pensare che lo Stato ha una propensione per una religione anzich&eacute; per un&#8217;altra, cosa che, in una mente influenzabile come quella di un bambino, si pu&ograve; capire cosa comporti e come possa limitare la libert&agrave; di un genitore di educare un figlio secondo le proprie convinzioni filosofiche o religiose (diverse dalla cattolica).</p>
<p>In pratica il fatto che lo Stato esponga un simbolo anzich&eacute; un altro &egrave; paragonabile ad una madre di famiglia che ha diversi figli ma tiene solo la foto di un figlio sul mobile. Evidentemente ha un atteggiamento di preferenza verso questo, che sia anche il pi&ugrave; meritevole, e nonostante, per assurdo, abbia giurato di volere bene a tutti allo stesso modo (gli altrii figli, vedendo una cosa del genere come potrebbero sentirsi?). Ma si sa, l&#8217;essere umano ha i suoi difetti e potrebbe essere comprenisbile che una madre abbia preferenze per il figlio migliore, ma uno Stato non pu&ograve; avere questo difetto, specialmente quando lo dichiara nella sua legge fondamentale, la madre di tutte le leggi: la Costituzione. Parafrasando l&#8217;articolo costituzionale: <em>Tutti i miei figli sono uguali, indipendentemente da come la pensino.</em></p>
<p>Oltre a ci&ograve;, c&#8217;&egrave; anche il fatto che non ci sono disposizioni che permettano all&#8217;insegnante di esporre simboli anche di altre religioni, e, in ogni caso, come fare per bambini atei o agnostici? Se vi suona male questa definizione per dei bambini leggete <a href="http://www.cinquantini.it/tag/bambini-e-religione/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Insomma la CEDU giudicando che le suddette opinioni fossero fondate, ha accettato il ricorso dando ragione alla famiglia di Abano Terme.</p>
<p>In particolare la CEDU nel riportare tutti i passaggi giuridici dei fatti ha ricordato, tra le diverse pronunzie, che &ldquo;<em>La Corte costituzionale italiana nella sua sentenza n. 508 del 20 novembre 2000 ha riassunto la sua giurisprudenza affermando che principi fondamentali di uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di religione (articolo 3 della Costituzione) e di eguale libert&agrave; di tutte le religioni dinanzi alla legge (articolo_8) stabilisce che l&rsquo;atteggiamento dello Stato deve essere segnato da equidistanza e imparzialit&agrave;, indipendentemente dal numero di membri di una religione o di un&rsquo;altra</em>&rdquo;, che tale &ldquo;<em>posizione di equidistanza e di imparzialit&agrave; &egrave; il riflesso del principio di laicit&agrave; che per la Corte costituzionale ha natura &laquo;di principio supremo&raquo; e che caratterizza lo Stato in senso pluralista</em>&rdquo;.</p>
<p>Quindi nelle sue decisioni, richiamandosi all&#8217;art.2 del Protocollo (vedi sopra) e all&#8217;art.9 della Convenzione stessa (vedi sopra) afferma che &ldquo;<em>Il rispetto delle convinzioni dei genitori deve essere reso possibile nel quadro di un&rsquo;istruzione capace di garantire un ambiente scolastico aperto e favorendo l&rsquo;inclusione piuttosto che l&rsquo;esclusione, indipendentemente dall&rsquo;origine sociale degli allievi, delle loro credenze religiose o dalla loro origine etnica. (&hellip;) Il rispetto delle convinzioni religiose dei genitori e dei bambini implicano il diritto di credere in una religione o di non credere in alcuna religione. Il dovere di neutralit&agrave; e di imparzialit&agrave; dello Stato &egrave; incompatibile con un potere qualunque di valutazione da parte di quest&rsquo;ultimo sulla legittimit&agrave; delle convinzioni religiose o delle modalit&agrave; di espressione di queste. (&hellip;) queste considerazioni conducono all&rsquo;obbligo per lo Stato di astenersi dall&rsquo;imporre, anche indirettamente, credenze nei luoghi dove le persone sono dipendenti dallo Stato o anche nei posti in cui le persone possono essere particolarmente influenzabili.</em>&rdquo;</p>
<p>E alle obiezioni del Governo, quando afferma che il crocifisso &egrave; un simbolo che va oltre la religione, la CEDU risponde che &ldquo;<em>il simbolo del crocifisso ha una pluralit&agrave; di significati, fra i quali il significato religioso &egrave; tuttavia predominante</em>&rdquo;, che &ldquo;<em>la presenza del crocifisso nelle aule va al di l&agrave; del semplice impiego di simboli in contesti storici specifici</em>&rdquo; e difatti anche la Chiesa Cattolica &ldquo;<em>attribuisce al crocifisso un messaggio fondamentale</em>&rdquo;. Pertanto &ldquo;<em>la presenza del crocifisso pu&ograve; facilmente essere considerata da allievi di qualsiasi et&agrave; un segno religioso e questi si sentiranno quindi istruiti in un ambiente scolastico influenzato da una religione specifica. Ci&ograve; che pu&ograve; essere gradito da alcuni allievi religiosi, pu&ograve; essere sconvolgente emotivamente per allievi di altre religioni o per coloro che professano nessuna religione. Questo rischio &egrave; particolarmente presente negli allievi che appartengono a minoranze religiose. (&hellip;) L&rsquo;esposizione di uno o pi&ugrave; simboli religiosi non possono giustificarsi n&eacute; con la richiesta di altri genitori che desiderano un&rsquo;istruzione religiosa conforme alle loro convinzioni, n&eacute; &ndash; come il governo sostiene &ndash; con la necessit&agrave; di un compromesso necessario con le componenti di ispirazione cristiana</em>&ldquo; quindi non si vede &ldquo;<em>come l&rsquo;esposizione nelle aule di scuole pubbliche di un simbolo che &egrave; ragionevole associare al cattolicesimo (la religione maggioritaria in Italia) potrebbe servire al pluralismo educativo che &egrave; essenziale alla preservazione d&rsquo; una societ&agrave; democratica come la concepisce la Convenzione, e alla preservazione del pluralismo che &egrave; stato riconosciuto dalla Corte costituzionale nel diritto nazionale&quot;. </em>La CEDU addirittura amplia il suo giudizio fino a ritenre che &quot;<em>l&rsquo;esposizione obbligatoria di un simbolo confessionale nell&rsquo;esercizio del settore pubblico relativamente a situazioni specifiche che dipendono dal controllo governativo, in particolare nelle aule, viola il diritto dei genitori di istruire i loro bambini secondo le loro convinzioni e il diritto dei bambini scolarizzati di credere o non di credere</em>&rdquo;.</p>
<p>In pratica non dovrebbe esser esposto neanche in tutti gli altri uffici pubblici.</p>
<p>Per una lettura integrale della sentenza, <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/04/la-signora-lautsi-contro-il-governo-italiano/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Come si pu&ograve; capire da quanto sopra scritto non si tratta di una limitazione religiosa, ma di un allargamento di tale libert&agrave; anche ai non credenti o ai non cattolici. Si compari la legge sul fumo che &ldquo;limitando&rdquo; la libert&agrave; di fumare (nei locali frequentabili da tutti), in pratica, d&agrave; una libert&agrave; completa di non fumare a tutti i non fumatori. Senza, per questo, che si possa gridare ad una repressione di un diritto. Lo stesso per quanto riguarda il crocifisso: non viene repressa una libert&agrave; dei cattolici (si noti bene che si parla di cattolici e non di altre religioni cristiane, le quali concordano su questa decisione. Si veda al riguardo <a target="_blank" href="http://www.evangelici.net/notizie/1103192185.html">il commento alla sentenza della Corte Costituzionale </a>del 2004 che pronunziava la propria incompetenza a decidere sul crocifisso, ma che dai media italiani veniva intepretata come una decisione a favore del crocifisso nelle scuole), ma viene allargata una libert&agrave; ai non cattolici o non credenti.</p>
<p>Naturalmente alla Chiesa cattolica non &egrave; andata gi&ugrave; questa decisione, probabilmente non vuole perdere questo privilegio in attesa di pretendere che un giorno venga esposto anche nelle scuole private ebraiche, o in quelle musulmane. In fondo si tratta di una tradizione nazionale facente parte delle nostre radici e le scuole ebraiche sono sul suolo nazionale&#8230;</p>
<p style="text-align: left;">Da notare che il governo si ricorda delle sentenze della CEDU quando pi&ugrave; gli fa comodo: quando si condanna l&#8217;Italia per i processi troppo lunghi. Niente di male se fossero cos&igrave; sensibili da subito, lascia da pensare che se ne siano accorti solo dopo che il Presidente del Consiglio &egrave; diventato di nuovo processabile, mentre invece quando parla di libert&agrave; per tutti i cittadini ecco come le risponde</p>
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<p>Nel prossimo post i minareti in Svizzera.</p>
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		<title>Novelli paladini della Costituzione</title>
		<link>http://www.cinquantini.it/2009/04/novelli-paladini-della-costituzione/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 07:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[referendum legge elettorale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ve lo sareste mai aspettato di vedere la Lega paladina della Costituzione?
Qualche giorno fa, per giustificare lo spreco di centinaia di milioni di euro per far fallire il referendum, Calderoli si &#232; messo a difendere la Costituzione, dicendo che sarebbe incostituzionale accorpare i referendum con le elezioni europee. Come mai tutto questo zelo nella difesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ve lo sareste mai aspettato di vedere la Lega paladina della Costituzione?</p>
<p>Qualche giorno fa, per giustificare lo spreco di centinaia di milioni di euro per far fallire il referendum, Calderoli si &egrave; messo a difendere la Costituzione, dicendo che sarebbe incostituzionale accorpare i referendum con le elezioni europee. Come mai tutto questo zelo nella difesa della nostra Carta fondamentale che i leghisti avrebbero usato volentieri come carta igienica? Il motivo sottinteso &egrave; che vogliono far fallire il referendum, naturalmente, e per far questo si appigliano a presunti elementi di incostituzionalit&agrave;. Perch&eacute;, cosa sostengono questi paladini della Costituzione dell&#8217;ultima ora?</p>
<p>Che non &egrave; mai accaduto che un referendum si accorpasse ad una consultazione politica o amministrativa, in quanto se l&#8217;elettore volesse votare per le europee e si rifiutasse di votare per il referendum (come &egrave; suo diritto) si perderebbe la segretezza del voto.<br />
Sembra che la Lega pensi di trovarsi sempre di fronte ai frequentatori delle osterie padane un po&#8217; scarsi di comprendonio, e tratti tutti gli italiani come tali.</p>
<p>- Di fronte a chi, ci sarebbe la perdita della segretezza? Al presidente del seggio e agli scrutatori? Ma questi in ogni caso verrebbero a conoscenza del mancato voto anche se l&#8217;elettore non entrasse nel seggio, essendo in possesso degli elenchi dei cittadini, con il diritto di voto, nei quali viene smarcato chi ha votato. Quindi, volendo, potrebbero venirlo a sapere lo stesso.</p>
<p>- La scheda elettorale attualmente &egrave; unica per molte votazioni, e viene timbrata ad ogni consultazione, quindi al momento della timbratura da parte del presidente del seggio, quest&#8217;ultimo pu&ograve; sapere quante volte e quando l&#8217;elettore ha votato.</p>
<p>- Come sarebbe visibile il rifiuto di un referendum, al momento del voto accorpato con una consultazione politica, lo stesso avverrebbe con due o pi&ugrave; referendum, visto che l&#8217;elettore potrebbe scegliere di non votare per uno o pi&ugrave; referendum.</p>
<p>- Sarebbe necessaria una legge per accorpare le consultazioni? Non vedo quale sia l&#8217;ostacolo, visti i precedenti, quando si &egrave; trattato di leggi un po&#8217; &quot;particolari&quot;, approvate molto, ma molto celermente.</p>
<p>- Ciliegina sulla torta. Chi pensate che chiedesse a Ciampi <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/04/09/la-lega-fa-appello-ciampi-blocchi-il.html" target="_blank">nel 2001 di bloccare l&#8217;abbinamento dei due referendum, e  [che uno di questi] si svolg[esse] regolarmente il 13 maggio negli stessi seggi usati per le elezioni politiche e amministrative</a>? E dicesse, ancora: &ldquo;<em>Se il governo decidesse di far svolgere il referendum in altre sedi sarebbe una sciocchezza, un&#8217; inutile ripicca e una beffa che costerebbe, tra l&#8217; altro, un sacco di soldi&rdquo;</em>? Ebbene s&igrave;, era proprio la Lega, con l&#8217;attuale ministro dell&#8217;interno, prima che Lega diventasse paladina della Costituzione.</p>
<p>Conclusione: forse se spiegassero le conseguenze sul premio di maggioranza di una eventuale vittoria dei referendum, sembrerebbero pi&ugrave; coerenti e avrebbero motivi validi per convincere gli italiani sulla validit&agrave; delle obiezioni. Ma siccome, probailmente, reputano gli italiani degli avvinazzati non ci provano nemmeno, propinandoci, in cambio, leggi elettorali indecenti come questa in vigore.</p>
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		<title>Coscienza religiosa e laicità</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 17:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Laicità]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[leggi]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[La maggioranza dei parlamentari cattolici italiani, sudditi delle gerarchie vaticane, legiferano per i cattolici anziché per tutti gli intaliani indifferentemente dai credi religiosi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">Ad ogni pie&rsquo; sospinto il papa con tutti i suoi accoliti non smette di ricordare che i parlamentari cattolici eletti nel parlamento italiano devono legiferare tenendo conto della loro religione e, sostenendo che la sua definizione di laicit&agrave; &egrave; quella &ldquo;buona&rdquo;, per la propriet&agrave; transitiva, sostiene che l&rsquo;obbedienza dei parlamentari cattolici sarebbe la perfetta laicit&agrave;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E cos&igrave; tutta questa buona laicit&agrave; ha frenato nel nostro Paese l&rsquo;approvazione di leggi che avrebbero portato l&rsquo;Italia al livello di Paesi pi&ugrave; civilizzati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L&rsquo;anomalia in tutta questa situazione, paradossalmente, non &egrave; il papa &amp; C. che fanno tutte queste affermazioni, visto che &egrave; il loro compito predicare a tutti i cattolici, ma sono i parlamentari cattolici che, per obbedienza a sua santit&agrave;, omettono di obbedire allo Stato, e al popolo che li ha messi l&igrave; dove stanno (be&rsquo;, quest&rsquo;ultima affermazione forse &egrave; anche esagerata, visto che le ultime volte sono stati nominati dai partiti stessi).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ritornando al papa: quando i cattolici sono minoranza invoca la libert&agrave; di religione, quando sono maggioranza, detta legge appellandosi spesso ai suoi valori non negoziabili. Come si pu&ograve; notare sembra ci sia una schizofrenia in questo comportamento: difensore della libert&agrave; di religione per quella cattolica, un po&rsquo; meno quando si tratta di altre religioni; nel senso che &egrave; disposto a difenderle fino a che si trovano d&rsquo;accordo con la cattolica, nel momento in cui non hanno ideali comuni non esita a calpestare i diritti degli altri credenti. Tra le tante, la pi&ugrave; clamorosa: l&rsquo;aver contribuito a far fallire il referendum sulla fecondazione assistita, per la quale, ad esempio i valdesi, non la pensavano affatto come loro (ma si sa, quando la maggioranza sono i cattolici dettano legge, nel momento che diventano minoranza invocano la libert&agrave; religiosa).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Come dicevo, l&rsquo;anomalia non sarebbe quella del papa che fa i propri interessi, ma quella dei parlamentari che in nome della propria coscienza non sarebbero disposti a appoggiare leggi contro le proprie convinzioni religiose.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Cosa c&rsquo;&egrave; di strano e di sbagliato in questo?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per prima cosa &egrave; necessario ricordare che l&rsquo;Italia, per Costituzione &egrave; uno Stato laico, e che come Stato laico non dovrebbe legiferare secondo le convinzioni di una religione, piuttosto che di un&rsquo;altra; che le convinzioni religiose appartengono alla propria coscienza personale e che non si possono ergere a leggi generali, a rischio di calpestare i diritti dei non credenti o dei diversamente credenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Molti ora penseranno che in una democrazia la maggioranza deve decidere per tutti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Generalmente sarebbe un ragionamento giusto ma, in una democrazia liberale, anche le minoranze vanno tutelate, specie se questa democrazia le sancisce nella propria Costituzione. E per questo, ad esempio, abbiamo la tutela delle minoranze linguistiche e non viene imposto a queste minoranze di abbandonare la propria lingua solo perch&eacute; la maggioranza ne parla un&rsquo;altra, n&eacute; venogono discriminate. Inoltre c&rsquo;&egrave; una differenza tra leggi impositive e leggi permissive. Le leggi impositive obbligano ad un certo comportamento tutti i cittadini, mentre quelle &ldquo;permissive&rdquo; danno la libert&agrave; di un certo comportamento (che naturalmente non deve ledere i diritti di altri), quindi quelle del secondo tipo non vanno a limitare i diritti di altri e tanto meno della maggioranza. Per lo stesso motivo, giustappunto, tornando al discorso principale, la Costituzione tutela la libert&agrave; religiosa, e sottolinea che tutte le religioni sono uguali di fronte allo Stato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Quindi, prima ragione, &egrave; il fatto di vivere in una democrazia liberale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Secondo motivo. Se si ragiona secondo la fede e non secondo la scienza o la logica, ogni religione pu&ograve; avere assolutamente ragione a seconda delle proprie credenze, fondando le proprie convinzioni su una verit&agrave; rivelata che nella quasi totalit&agrave; dei casi non &egrave; accordabile con religioni diverse. Se ogni credente eletto nel parlamento mettesse avanti la propria coscienza religiosa, significa, che, essendo la maggioranza dei parlamentari (attualmente) cattolica, verrebbero fatte leggi secondo la morale cattolica (ad esempio) e i valori, che per questa sono non negoziabili, verrebbero imposti a tutti gli italiani indipendentemente dai credi religiosi o dalla areligiosit&agrave;. Questo sarebbe accettabile in uno Stato confessionale che perennemente fonda i suoi principi su principi di una determinata religione, ad esempio il Vaticano o l&rsquo;Arabia, ma in uno Stato laico, come dovrebbe essere l&rsquo;Italia ci&ograve; non dovrebbe accadere, in quanto se un giorno la maggioranza dei parlamentari sar&agrave; di fede musulmana e ragioneranno alla stessa maniera (comportarsi conformemente alla propria religione anche nella legiferazione) potremmo arrivare all&rsquo;approvazione di una legge sull&rsquo;obbligatoriet&agrave; del velo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ultima ragione &egrave; che un parlamentare, indipendentemente dal credo religioso, una volta che rappresenta il popolo italiano, deve legiferare per tutti gli italiani e non solo per quelli con le sue stesse convinzioni religiose.</p>
<p>&nbsp;</p>
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