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	<title>Blog di Pier Luigi Cinquantini &#187; Ecologia</title>
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	<description>Credo nella religione del dubbio. Ecco, questa è la mia religione. (Piero Gobetti)</description>
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		<title>Caccia libera?</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 10:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[caccia fotografica]]></category>
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		<description><![CDATA[In un altro post avevo parlato della scarsa tendenza di questa maggioranza governativa ai temi verdi: indifferenza al riscaldamento globale, con tentativi di negarlo, ripresa della politica nucleare, libert&#224; di cementificazione (proposta dal premier per ingrandire liberamente le proprie case), e, ultimamente proposta di dar libert&#224; alle regioni di allargare il periodo di caccia.
I cacciatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In <a target="_blank" href="http://www.cinquantini.it/2009/05/di-qualcosa-di-verde/">un altro post</a> avevo parlato della scarsa tendenza di questa maggioranza governativa ai temi verdi: indifferenza al riscaldamento globale, con tentativi di negarlo, ripresa della politica nucleare, libert&agrave; di cementificazione (proposta dal premier per ingrandire liberamente le proprie case), e, ultimamente <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/ambiente/2010/01/28/news/caccia_voto-2103949/ ">proposta</a> di dar libert&agrave; alle regioni di allargare il periodo di caccia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">I cacciatori naturalmente esultano e, come sempre, a cominciare dalle prime battaglie culminate con il referendum, fallito, sulla caccia, si proclamano amanti della natura, pi&ugrave; degli ecologisti, quasi come se gli animali straziati dai loro fucili, non appartenessero alla natura, e come se la fruizione della natura dovesse prescindere dal portare con s&eacute; un&#8217;arma da fuoco..</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Checch&eacute; se ne dica, penso che chi pratichi la caccia, oltre ad essere indietro di qualche decennio con il modo di pensare (ma non se ne preoccupino che sono in buona compagnia&#8230;), abbia nel suo subconscio tracce di sadismo: provare piacere provocando sofferenza non lo considero un comportamento del tutto &ldquo;sano&rdquo; (non voglio neanche pensare a ci&ograve; che penserebbe Freud sul simbolo del fucile).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Si badi bene che non sostengo che facciano qualcosa contro la legge, che anzi &egrave; al pari del loro modo di pensare: arretrato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Vediamo di analizzare le loro ragioni e di vedere se tale riprovevole comportamento, chiamato hobby, sia del tutto necessario.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Una di queste ragioni, comune alla maggioranza dei cacciatori (almeno cos&igrave; si giustificano spesso), come dicevo sopra, &egrave; il piacere di stare in mezzo alla natura, gustare le passeggiate in campagna all&rsquo;alba, aspettare al varco gli animali. Quale potrebbe essere un&rsquo;alternativa a questo piacere?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ad esempio il birdwatching (l&rsquo;osservazione degli uccelli con il binocolo), oppure, se proprio non possono fare a meno di vedere gli animali attraverso il mirino, la caccia fotografica (o la cineripresa). Una macchina fotografica con un grande teleobiettivo e gli stessi comportamenti che nella caccia: appostarsi, aspettare, passeggiare, godersi la natura. Inoltre, premendo il pulsante di scatto, praticamente farebbero la stessa azione che sparare: in inglese, infatti, &ldquo;sparo&rdquo; e &ldquo;foto&rdquo; si traduce con la stessa parola: &ldquo;shot&rdquo;. Quali sarebbero i vantaggi? Minore costo (una volta in possesso dell&rsquo;attrezzatura i costi sarebbero quasi nulli), poter avere dei &ldquo;trofei&rdquo; da mostrare al pubblico e averne anche diversi dello stesso esemplare di animale, in diversi atteggiamenti; avere a disposizione qualunque tipo di animale e non solo quelli cacciabili (e quindi una vasta scelta), e poter effettuare queste passeggiate in mezzo alla natura tutto l&rsquo;anno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Posso anche credere che alcuni non conoscono questa alternativa e non l&rsquo;hanno presa in considerazione, ma non penso che la maggioranza non ne sia a conoscenza e qui ritorniamo a quanto ho affermato pi&ugrave; sopra: il vero piacere &egrave; <strong>provocare morte</strong>. Non so, probabilmente per un senso di onnipotenza: essere padrone della vita di un essere senziente, ma solo nel senso negativo (=ammazzare). Infatti, scegliendo la caccia fotografica, manterrebbero lo stesso questo senso di onnipotenza, notare infatti che un sinonimo metaforico di fotografare &egrave; &ldquo;immortalare&rdquo;, rendere immortale, ma si vede che questo non &egrave; sufficiente per loro. Ma il fatto di morire non &egrave; la peggior cosa che possa capitare agli animali (uno sparo, tutto finito&#8230;), nel peggiore dei casi, gli animali possono venire feriti e quindi soffrire diverso tempo prima che la morte li &ldquo;liberi&rdquo;. E qui  richiamiamo il &ldquo;sadismo&rdquo;. Infatti non &egrave; che per ignoranza non sappiano che un animale soffre, ne sono perfettatmente coscienti: non appena il loro fido amico ha un piccolo disturbo non esitano a spendere soldi per farlo curare dal veterinario. Semplicemnte pensano che la sofferenza del loro cane sia diversa da quella degli altri animali.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Uno &ldquo;svantaggio&rdquo; della caccia fotografica (o delle riprese) potrebbe essere che le foto non si mangiano, anche se spesso molti cacciatori non mangiano neanche la loro selvaggina. Ma un piccolo sacrificio &egrave; sempre necessario per una causa giusta. In fondo non si chiede di diventare vegetariani, ma di cambiare il tipo di carne (senza contare che qualche tipo di selvaggina gi&agrave; viene allevata&#8230; e poi sparata).</p>
<p>Ma spesso, quando fa loro comodo, riescono anche a far funzionare la logica: &ldquo;Che differenza c&rsquo;&egrave; nel mangiare selvaggina invece di carne allevata? Solo chi &egrave; vegetariano potrebbe criticarci, visto che per gli altri si tratta solo di ipocrisia&rdquo;.</p>
<p>Effettivamente al livello di principio tra il mangiare cacciagione o carne allevata non c&rsquo;&egrave; nessuna differenza, anzi, a livello teorico sarebbe preferibile mangiare la cacciagione: l&rsquo;animale vive libero e inconsciamente felice fino a che, improvvisamente cessa di esistere a causa dell&rsquo;intervento dell&rsquo;uomo. Al contrario dell&rsquo;animale di allevamento che, spesso vive anni costretto in una piccola gabbia in cui non pu&ograve; neanche muoversi. Ma la teoria non &egrave; conforme alla realt&agrave;: non sempre la morte &egrave; istantanea, spesso l&rsquo;animale rimane ferito e se non viene raccolto continua a soffrire a lungo, spesso viene braccato e prima di essere ucciso &egrave; costretto a subire il terrore del predatore che si avvicina sempre pi&ugrave;. Avete mai provato veramente paura? Ma non la solita paura che si prova, ad esempio, davanti ad un intervento chirurgico o a farsi togliere un dente. Infatti, noi siamo coscienti di cosa causa la nostra paura. Negli animali la paura &egrave; molto diversa, ogni volta il loro istinto di autoconservazione crea in loro un panico che d&agrave; loro le istruzioni per combattere ogni volta per la sopravvivenza.</p>
<p>Poi c&rsquo;&egrave; il discorso ecologico: se non si tratta di animali &ldquo;lanciati&rdquo; (di conseguenza d&rsquo;allevamento) spesso parliamo di animali selvatici che potrebbero rischiare l&rsquo;estinzione presi da due fuochi: quello, letterale, dei cacciatori e quello metaforico dell&rsquo;inquinamento ambientale. Spesso si innesta una circolo vizioso: uccidendo degli uccelli insettivori (che si nutrono di milioni di insetti all&rsquo;anno), il conseguente aumento di insetti nocivi fa aumentare l&rsquo;uso dei pesticidi che a sua volta inquina l&rsquo;ambiente in cui vivono gli uccelli, e cos&igrave; via. A ci&ograve; vanno aggiunti gli animali protetti che vengono uccisi per sbaglio (in genere quando succede questo sono sempre gli &ldquo;altri&rdquo; cacciatori che sbagliano&#8230;).</p>
<p>Una precisazione, infine: paragonare a livello ecologico la caccia alla pesca (con la canna, naturalmente), non ha senso, in quanto ogni pesce pu&ograve; rilasciare migliaia di uova, a differenza degli uccelli o dei mammiferi che hanno cucciolate molto ridotte.</p>
<p>Un&rsquo;altra cavolata che tirano in ballo i cacciatori &egrave; quella che l&rsquo;uomo &egrave; in cima alla piramide ecologica e quindi non &egrave; che un anello della catena naturale.</p>
<p>Allora, per prima cosa c&rsquo;&egrave; da dire che l&rsquo;animale uomo ormai &egrave; l&rsquo;unico animale che potrebbe star tranquillamente fuori di questa piramide senza che quest&rsquo;ultima si disfaccia. L&rsquo;unica sua influenza &egrave; nella distruzione dell&rsquo;ambiente. Se si estinguesse, l&rsquo;ecosistema sopravvivrebbe lo stesso. Forse una volta ne faceva parte, ma ora sicuramente non pi&ugrave;. Quando qualcuno racconta che con la caccia non facciamo altro che la selezione naturale dice una stupidaggine. I predatori naturali infatti &ldquo;scelgono&rdquo; le prede pi&ugrave; deboli perch&eacute; malate, o con qualche difetto (dico &ldquo;scelgono&rdquo; nel senso che sono le prede pi&ugrave; deboli ad essere sopraffatte per quelle cause), e quindi queste prede hanno meno possibilit&agrave; di trasmettere ai dicendenti i geni delle malattie di cui soffrono, oppure con l&rsquo;eliminazione di un animale che si mimetizza meno bene di un altro, non si fa che trasmettere i geni dei meglio mimetizzati, e cos&igrave; via. Quando si ha di fronte un&rsquo;arma da fuoco, hai voglia ad essere il pi&ugrave; veloce della tua specie, corri sempre meno di un proiettile, quindi tra un animale pi&ugrave; debole, ed uno pi&ugrave; forte il fucile non fa differenza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">In conclusione, mentre un tempo la caccia faceva parte del corso della vita e a volte dava anche il necessario per sopravvivere, ora tale pseudosport non ha pi&ugrave; senso di esistere. Anche il modo di pensare &egrave; cambiato e si &egrave; evoluto anche in tutto il mondo civilizzato, il razzismo non esiste quasi pi&ugrave;, le donne hanno gli stessi diritti. Forse non &egrave; venuto ancora il momento in cui tutti diventino vegetariani (anche se un po&rsquo; alla volta ci stiamo accorgendo che l&rsquo;attuale sistema di allevamento non potr&agrave; produrre cibo per tutta l&rsquo;umanit&agrave;), ma non c&rsquo;&egrave; dubbio che c&rsquo;&egrave; sempre pi&ugrave; gente, con un minimo di cervello che si rende conto che &egrave; arrivato il momento di guardare con occhi diversi allo sfruttamento degli animali, che comincia a pensare che anche gli altri animali hanno dei diritti. Come dicevo, magari non sono pronti a diventare vegetariani, ma questa gente pensa che il divertirsi con la sofferenza di esseri senzienti non sia una cosa giusta: caccia, circhi, zoo, vivisezione, ecc.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Non pretendo che una categoria come i cacciatori arrivi a questi concetti facilmente, forse tra qualche decennio, cominceranno a pensarci. Per ora questa categoria se vede che qualcuno vola un po&rsquo; pi&ugrave; in alto con gli ideali, l&rsquo;unica cosa che sa fare &egrave; tirargli un paio di colpi di doppietta&#8230;</p>
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