Diverso tempo fa parlando di comportamento eticamente giusto, un amico mi rispose molto semplicemente, basta osservare il 10 comandamenti. C’è da dire che questo amico probabilmente non aveva aperto la Bibbia più di una o due volte, senza neanche leggerla e tutte le nozioni sulla bibbia le aveva acquisite ai vari catechismi frequentati.
Negli Stati Uniti addirittura un presidente di una corte suprema ne ha fatto un monumento all’entrata del tribunale, come testimonianza che la giustizia si ispira a dio e contro le frange degli atei.
Ma andiamo a vedere da vicino di cosa trattano questi comandamenti che dovrebbero essere i fondamenti universali dell’etica.
Anche se molti neanche se l’immaginano, ci sono due serie di comandamenti nella bibbia: nell’Esodo e nel Deuteronomio. (come ci sono anche due racconti sull’inizio del mondo, ma questa è un’altra storia).
Li esamineremo uno ad uno per analizzare quale potrebbe essere l’insegnamento etico per il comportamento dell’umanità.
- Io sono il Signore, tuo Dio, non avrai altri dei all’infuori di me.
Con questo si mettono già i puntini sulle “i”. Ci sono solo io, non ti mettere in mente di avere altri dei. Già si vede che questa è la soluzione per un’etica condivisa. Tutti gli uomini credano allo stesso dio e così non ci saranno problemi di scelta sui comportamenti personali. Magari sottomettendo con la forza chi per caso non crede o chi ha altri dei.
- Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra.
Ecco che dio dètta un’altra legge universale per i rapporti interpersonali. Non vuole che si facciano sue immagini. Forse è timido. Oppure non vuol far capire a chi somiglia, visto che siamo stati creati a sua immagine e somiglianza.
- Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
A dio non basta essere onnipotente, onnisciente, ecc. è anche geloso, e se i gradi degli attributi sono come gli altri possiamo immaginare che è infinitamente geloso: non sopporta che si guardino altri dei. Ma a parte questo, che in tutto il resto dell’umanità è considerato un difetto, e lui si vanta di esserlo, da questo comandamento possiamo trarre un altro fondamentale insegnamento etico, che magari farebbe impallidire i nostri più illustri giuristi nostrani: la colpa non è più individuale ma ricade fino ai pronipoti. E pensate se nelle Corti supreme americane si obbedisse a un tale comandamento. Chi ruba (e quindi chi va contro uno dei suoi comandamenti) trasmette la colpa fino alla 4a generazione, ai pronipoti. Altro fondamento di un’etica condivisa: la colpa ereditata, indipendentemente da come uno si comporta.
- Non pronunzierai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Oltre a non voler essere rappresentato nelle immagini non vuole neanche essere nominato. Altro fondamentale principio etico universale molto utile per l’umanità. Magari io lo chiamo in un modo, un altro, in un altro, poi non ci capiamo.
- Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.
Qui dio introduce la settimana di 6 giorni lavorativi, e nella sua bontà, la introduce anche per gli schiavi e per gli animali. Sindacalista ante litteram. Si preoccupa per chi lavora ed è contro la lotta di classe: padroni e schiavi hanno diritto a riposarsi un giorno a settimana. Veramente umano…
- Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio.
Bello e edificante, specialmente ora che i tempi sono cambiati. Chissà a quei tempi come si dovevano sentire le figlie incestuose o offerte all’ospite. Mi viene in mente la bambina brasiliana di 9 anni, stuprata dall’età di 6 anni dal padre e incinta di lui. Chissà come dovrebbe onorarlo? Tra l’altro, come vedrete continuando a leggere, non c’è nessun comandamento che vieta l’incesto o lo stupro.
- Non uccidere.
Anche questo comandamento ora un po’ più generale, per dio era abbastanza relativo, visto che nel libro che ha dettato ai profeti, si parla di condanna a morte, eccidi, genocidi, ecc. Probabilmente intendeva non uccidere i membri del tuo stesso popolo, ma anche questo lo ha suggerito lui stesso, quando ha instigato Mosè ed altri ad uccidere i propri fratelli (dopo la discesa dal Sinai).
- Non commettere adulterio.
Questo comandamento è fondamentale e per questo è stato nelle nostre leggi fino a una quarantina di anni fa, poi i costumi si sono imbarbariti e l’hanno depenalizzato.
- Non rubare.
Anche in questo caso probabilmente si tratta di un ordine per non rubarsi tra i membri dello stesso popolo, visto che nel Libro di cui sopra i saccheggi e le razzie verso altri popoli sono all’ordine del giorno.
- Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
- Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.
Qui dio si supera e vieta, non solo di fare ma anche di pensare a qualcosa che non si deve fare. Evidentemente non può sopportare che un uomo pensi male. In ogni caso nell’universalità del suo pensiero si rivolge agli uomini, probabilmente non è neanche contemplato nella sua immensa onniscienza che una donna possa desiderare il marito di un altro. Infatti nella Bibbia esistono diverse personalità maschili che sono poligame, anche se nessuna donna ha più mariti.
I comandamenti sono quelli della Bibbia. Questi comandamenti, secondo il catechismo cattolico (n.436) sono la “Legge donata da dio al popolo di Israele tramite Mosè”. Chiaro? Dio stesso ha dato questi comandamenti. Dio, pur onnipotente ed onnisciente, non ha saputo inserire un piccolo comandamento ma di immenso significato. No, non si tratta di: “Non depenalizzare il falso in bilancio”, ma: Tutti gli uomini sono uguali; poi se avesse aggiunto, indipendentemente dal colore della pelle, dal sesso, sarebbe stato un qualcosa in più, ma ci saremmo accontetati anche solo della prima parte. Ma non basta che non l’abbia dettato, addirittura avalla la schiavitù, anche se poi fa riposare gli schiavi un giorno a settimana e li fa non desiderare dagli altri.
Di questi dieci comandamenti, ne sono entrati solo 3 nelle legislazioni dei paesi civilizzati (escludo evidentemente da questa categoria quelli che lapidano le adultere): “Non rubare”, “Non uccidere”, “Non pronunciare falsa testimonianza”. Naturalmente c’è anche gente nel mondo che pensa che il male esiste perché non vengono osservati tutti e 10 i comandamenti e c’è gente che pensa che grazie a dio questi tre precetti etici sono giusti. Questa gente non arriverebbe mai a pensare che simili comportamenti sono sbagliati indipendentemente da chi lo suggerisce.
Ecco a cosa si riduce l’etica universale dei dieci comandamenti.
Nel prossimo post racconterò cosa è successo durante i secoli a questi precetti universali e dettati da dio.