Crocifissi e minareti (2)
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Ed ora passiamo ai minareti.
Un minareto è una torre che sta a fianco ad una moschea, da cui il muezzin ricorda ai musulmani il momento della preghiera, cinque volte al giorno. Una specie di campanile, in cui c’è una campana vivente. Il minareto non è sempre presente in tutte le moschee. Molte moschee, anche grandi, possono essere privi di minareti.
Il referendum avvenuto in Svizzera proibisce la costruzione di nuovi minareti, ma non l’abbattimento di quelli esistenti (4), e non proibisce la costruzione di moschee.
Tale referendum è nato dalla costruzione, da parte di una comunità turca (e quindi senza dubbio moderata), di un minareto di 6 metri (sei), in un paesino di 5000 abitanti. Alcuni di questi abitanti volevano impedirlo, ma nonostante vari ricorsi, non ci sono riusciti e così hanno organizzato tale referendum.
È chiaro che il referendum è stato sentito dagli svizzeri come un arginamento della religione musulmana e niente fa dubitare che se avessero potuto avrebbero votato a favore anche di un referendum che vieta la costruzione di moschee.
Si capisce che non si tratta di una limitazione tout court della libertà di religione: i musulmani possono continuare a pregare nelle moschee, che potranno continaure ad essere costruite; ma sicuramente si tratta di una discriminazione religiosa a danno solo di una religione. È chiaro che lo stesso referendum, se avesse previsto anche il divieto di costruire campanili, non sarebbe mai passato.
Che tale referendum sottintenda una volontà discriminatoria contro una religione e non una paura di vedere edificata un minareto a fianco ad una cattedrale, è chiaro. Anche in Svizzera esistono regolamenti edilizi e sicuramente non li lascerebbero costruire in un centro storico o in un punto in cui possano stonare sulle architetture. Se fosse per motivi di quiete pubblica, bisognerebbe in ogni caso vietare anche l’uso delle campane, e di conseguenza la costruzione di campanili. Ma così non è.
Che tale discriminazione sia di tipo religioso e non solo “xenofobo” è chiaro, in quanto anche in Svizzera ormai esistono cittadini nativi di religione musulmana e quindi tali minareti non sarebbero solo per stranieri immigrati.
Ed ora andiamo a vedere quanto sia simile l’esito di tale referendum alla sentenza della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) sul crocifisso, come sostengono alcuni rappresentanti della Chiesa.
La città è uno spazio pubblico e tutti per legge abbiamo diritto di costruire secondo i regolamenti, e, secondo costituzione (anche la Svizzera ha sottoscritto la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo), c’è libertà di culto. Il minareto sarebbe costruito non da un’istituzione che avrebbe il dovere di imparzialità, di laicità, ma da una comunità che è libera di professare la sua religione. In pratica la similitudine potrebbe esserci se in Italia si fosse vietato la costruzione dei campanili, ma è evidente che non è così, no? In Italia stiamo parlando di un simbolo di una religione (il crocifisso) messo in un luogo pubblico da un’istituzione che dovrebbe essere neutrale, laica. Addirittura lo Stato stesso, che non dovrebbe avere preferenze per alcuna religione.
Quindi per avere una situazione analoga a quella deprecata dalla CEDU, bisognerebbe avere un comune, un Cantone o lo Stato, che, paradossalmente, volesse mettere dei minareti in tutte le scuole, oppure dei simboli musulmani nelle aule scolastiche.
Non è abbastanza chiara la differenza?
Non si tratta di battaglie a senso unico, come alcuni giornalisti cattolici affermano, ovvero che quando si tratta di andare contro i cattolici si va, ma quando si tratta di andare contro altre religioni invece se ne prende le difese. Qui si tratta di libertà di religione, o, meglio, di non discriminazione. Se impedissero, senza una ragione, ad una comunità cristiana (con i soldi suoi) di costruire i campanili o le chiese, ci vedrebbero lo stesso in prima fila a difendere i loro diritti. Per inciso qui in Italia i cattolici possono parlare di tutto meno che di discriminazione, visto il potere mediatico che hanno e i finanziamenti che ricevono dallo Stato.
Per chiudere in bellezza, c’è da far notare che in Italia, dopo il referendum svizzero, alcuni “politici” leghisti hanno plaudito al risultato ed hanno proposto di imitarli, ma siccome vietare solo i minareti non sarebbe sufficiente per loro, propongono addirittura un referendum per vietare anche per le moschee. In nome della vera democrazia, come sostiene il ministro dell’interno. Devono andare a pregare nei deserti, come dice il grande “politico” Gentilini.
Povera Italia, poveri italiani.
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dic 09 2009
